Il lavoro agile semplificato, applicato anche al settore privato, verrà sospeso il 15 ottobre, salvo prolungamenti dello stato di emergenza. Vediamo quali sono le conseguenze.

La possibilità delle aziende di collocare i propri lavoratori in smartworking e una situazione che abbiamo visto ripetersi molte volte in questo periodo. Infatti spesso alcuni dipendenti si sono visti imporre, in modo unilaterale e senza gli accordi previsti dalla legge, le modalità di lavoro agile. Questa possibilità però finisce, col finire dello stato di emergenza e perciò non sarà più applicabile da metà ottobre in avanti.

Per i lavoratori pubblici invece è prevista l’applicazione dello smartworking fino a fine anno. Questo vale per il 50% del personale impiegato in attività compatibili con queste modalità di lavoro. Vediamo quindi di capire cosa cambierà dalla metà di ottobre.

Smartworking: le regole del Decreto Rilancio

Dalla metà di ottobre, le regole previste per l’applicazione dello smartworking nel settore privato torneranno ad essere ordinarie. Ovvero verrà utilizzato un accordo scritto, firmato dai singoli dipendenti, che fissi:

  • le modalità di esecuzione della prestazione in modalità agile
  • il potere direttivo del datore di lavoro
  • gli strumenti che saranno utilizzati
  • i tempi di riposo
  • le misure per assicurare il diritto alla disconnessione

In ogni caso, nel Decreto Rilancio, sono state inserite delle soglie di tolleranza massima relative alle regole utilizzabili dalle aziende private. In poche parole, per il legislatore è necessario ritornare alle regole ordinare per lo smartworking.

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Perciò possiamo dire che eventuali nuovi interventi normativi saranno legati all’andamento dei contagi. Resta il fatto che lo smartworking è incluso nei protocolli di sicurezza anti-Covid siglati da Governo e parti sociali. Quindi è una della misure da adottare, dove possibile, per garantire il distanziamento tra i lavoratori.

Ottobre e influenza stagionale

Molto probabilmente ad ottobre si farà sentire la classica influenza stagionale e che i dati sui contagi non si sono normalizzati, sarebbe ragionevole estendere le modalità di smartworking. Infatti è opportuno che si lasci alle singole imprese la libertà di adottare le misure più utili, in funzione della situazione e dell’esigenza.

Tuttavia, sia in caso di ispezioni, sia sotto il profilo della responsabilità, il datore di lavoro deve garantire la tutela della salute e della sicurezza. Per farlo può anche avvalersi delle modalità di lavoro agile, soprattutto quando non sono possibili altre forme di distanziamento.

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