Le elezioni presidenziali americane sono state vinte dal candidato democratico Joe Biden, ma il cambio ai vertici americani inciderà anche sulla Brexit? Cerchiamo di capirlo.

Joe Biden può ormai essere definito il nuovo Presidente degli Stati Uniti, ma quali saranno le ripercussioni su Europa e Brexit? Come tutti sappiamo i cambiamenti all’interno dello studio ovale hanno risonanza mondiale e interessano tutti i grandi protagonisti, tra cui anche Europa e Inghilterra.

Proprio il premier inglese, primo promotore della Brexit, ha perso uno dei sui sostenitori. Infatti l’appoggio di Donald Trump alla manovra di Johnson non era certo segreto. Il nuovo Presidente americano però vuole imporre un cambio di rotta. Cerchiamo quindi di capire cosa provocherà l’arrivo di Biden alla casa Bianca, soprattutto per la Brexit.

Brexit e Biden: un altro punto di vista

Tutti ricorderanno le minacce di Donald Trump al tavolo dei negoziati per la Brexit e il suo forte sostegno alla scelta del premier Johnson. Joe Biden, di origini irlandesi, però è di tutt’altro avviso. Il neo Presidente USA ha più volte dichiarato che non ci sarà nessun accordo se la Brexit minaccerà la pace in Irlanda del Nord.

bandiera ue brexit
Fonte foto: https://www.pexels.com/it-it/foto/bandiera-europea-brexit-europa-star-113885/

Per Biden infatti il cessate il fuoco stipulato nel 1998 tra Inghilterra e Irlanda è un traguardo importante e va preservato ad ogni costo. Questo perché, anche secondo Biden, se ci fosse una Brexit senza accordo, le violenze e gli scontri in quei territori potrebbero accendersi nuovamente. Perciò la presenza di Joe Biden alla Casa Bianca potrebbe condizionare le scelte di Boris Johnson, spingendolo verso un accordo con l’Unione Europea.

Tra intese e divergenze

Secondo le ultime indiscrezioni, anche se da entrambe le parti c’è la volontà di raggiungere un accordo, le divergenze rimangono ancora troppe. Infatti se da una parte UE, Biden e i suoi collaboratori hanno fatto progressi con Johnson in ambito Brexit, rimangono ancora molte differenze. Le principali si concentrano sulle eque condizioni di accesso e sulla pesca.

In ogni caso le parti hanno deciso che le delegazioni continueranno ad incontrarsi e a confrontarsi a Londra, così da raddoppiare gli sforzi per giungere ad un punto fermo. Tuttavia bisogna tenere presente che i tempi iniziano ad essere stretti visto che l’intesa dovrebbe arrivare, se non a metà, almeno entro fine novembre. Se così non fosse i rispettivi Parlamenti non riuscirebbero a rettificarla in tempo utile.

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