Consustanziale.

Così ieri Christine Lagarde, in audizione alla Commissione Affari Economici dell’Europarlamento, ha definito l’azione della BCE per controllare la “frammentazione” degli spread.

Un termine di certo non così conosciuto nel lessico comune, utilizzato forse per la prima volta in assoluto per fornire una spiegazione alle scelte di politica monetaria messe in atto dalla Banca Centrale Europea.

La parola ha un’origine teologica, rappresentando, con riferimento alla SS. Trinità, “una sola e medesima natura e sostanza: identico quindi quanto alla sostanza e alla forma”.La Presidente della BCE, per spiegare che la “frammentazione è un rischio”, ha sostanzialmente detto che l’impegno (della BCE) contro la frammentazione dell’area Euro è, appunto, “consustanziale” alla corretta trasmissione della politica monetaria e quindi rientra nel mandato della BCE. Mai credo si è arrivati a paragonare le azioni di una Banca Centrale ad un “dogma” religioso, forse il più grande come quello della SS. Trinità. Ci è riuscita la Lagarde: la stessa persona che, appena scoppiata la pandemia, aveva dichiarato, facendo crollare i mercati azionari europei (era il 12 marzo 2020, il MIB perse circa il 20%), che la “BCE non era lì per controllare gli spread”. La stessa persona che ieri, riferendosi allo “scudo anti-spread” di cui tanto si sta parlando in queste settimane, ha dichiarato che “ci sarà, sarà efficace e sarà all’interno del nostro mandato. Nessuno lo dubita e chi lo fa lo fa a suo rischio”. La “liturgia” della BCE prevede che a luglio ci sarà il primo ritocco dei tassi (0,25%), a cui ne farà seguito un altro (0,25% o 0,50%, “this is the question”…), oltre che l’interruzione del PEPP (Piano acquisti pandemico). Fatto sta che i mercati, alla notizia del nuovo “vangelo”, hanno reagito più che positivamente, portando il nostro indice a chiudere ai massimi di giornata (+ 1%) e “bloccando” lo spread intorno ai 200bp.

Rimanendo su temi relativi al debito pubblico italiano, ieri è stata il primo giorno di collocamento del nuovo BTP Italia, in collocamento sino a domani (salvo chiusura anticipata, evento che difficilmente si realizzerà). Le sottoscrizioni di ieri (oltre  3,4 MD, leggermente inferiori  a quanto ottenuto nel 2020, quando vennero raccolti, il primo giorno, € 4MD) confermano il buon riscontro del titolo (in sintesi, durata 8 anni, cedole semestrali giugno-dicembre, pari a inflazione FOI + tasso minimo 1,6% – su valore nominale rivalutato dell’inflazione – quindi destinato a salire ogni anno se c’è inflazione, premio sino all’1% per chi lo detiene per tutta la durata). Rispetto ad un titolo a cedola fissa di pari durata, il titolo in emissione è più conveniente se negli 8 anni di durata l’inflazione media si confermasse almeno pari all’1,7%, ipotesi più che reale viste le condizioni attuali (le stime sono per un’inflazione per l’anno in corso intorno al 6%, per scendere tra il 3.5/4% l’anno prossimo, poi in lenta discesa: ma difficilmente vedremo, nei prossimi anni, un’inflazione assente, anche in  considerazione che la “forward guidance” della BCE si da come obiettivo il mantenimento di un’inflazione al 2%).

Questa mattina mercati asiatici ben impostati, con Tokyo a + 1,81%, Hong Kong + 1,19%, Kospi Seul + 0,74%. Fa eccezione Shanghai, molto volatile, e passata in territorio negativo dopo che nel distretto high tech di Shenzen sono stati ordinati nuovi test di massa contro il Covid 19.

In netto rialzo i futures americani, tutti ben oltre l’1%; positivi pure quelli europei, seppur con percentuali inferiori.

Prosegue il rialzo del petrolio, con il WTI che si riporta vicino ai $ 110 (109,88, + 1,64%).

Flessione, dopo il recupero di ieri, per il gas naturale Usa, a $ 6,717 (- 3,41%).

Oro a $ 1.836, – 0,24%.

Spread, come detto, a 203 bp, probabilmente la “confort zone” del momento.

€/$ a 1,052, senza particolari spunti.

Spunto che invece ritrova il bitcoin: questa mattina, grazie ad un rialzo del 5% circa, si è portato nuovamente sopra i $ 21.000. In 3 giorni (le criptovalute trattano 7 giorni su 7, H24) il recupero è del 25%.

Ps: impossibile non parlare di sport anche questa mattina. L’exploit del nuoto italiano ai mondiali di Budapest ha dell’incredibile. Ieri 3 medaglie d’oro (100 rana donne, Benedetta Pilato, 100 dorso uomini, Thomas Ceccon, duo misto nell’artistico, Giorgio Minisini e Lucrezia Ruggiero). Ma una brilla di più: Thomas Ceccon, a soli 21 anni, ha stabilito il nuovo record del mondo. Il caso vuole che si alleni nella stessa piscina dove, per tanti anni, ha nuotato Federica Pellegrini. Chissà, forse anche le piscine non sono tutte uguali.

Riproduzione riservata © 2022 - EFO

ultimo aggiornamento: 21-06-2022


Di emergenza in emergenza

Normalità