Spicca oggi l’iniziativa congiunta del Premier Mario Draghi e del Presidente francese Emmanuel Macron.

In una lettera scritta a “4 mani”, indirizzata al Financial Times, ma, evidentemente, rivolta alle Istituzioni Europee, il nostro Primo Ministro e il Capo di Stato francese chiedono una profonda riforma del Patto di stabilità, vale a dire la regola definita all’atto della nascita dell’Unione Europea e della moneta unica che definisce il rapporto debito-PIL, fissato al 60%. Una regola che la pandemia ha fatto “saltare” (insieme a molte altre cose, come ben sappiamo) e che dovrebbe essere reintrodotta a partire dal 2023.

Oggi, infatti, la situazione, anche per quanto riguarda il debito, è ben diversa rispetto al periodo antecedente lo scoppio del virus.

Nel 2019 diversi Paesi avevano un rapporto addirittura pari o inferiore al limite del 60%. Non certo l’Italia, che viaggiava già all’epoca intorno ad un preoccupante 135%. I quasi 2 anni di crisi sanitaria (ed economico-sociale) hanno stravolto quello che già all’epoca appariva un equilibrio difficile, per molti, da realizzare. Paesi “virtuosi” come la Germania, esempio di rigore ed efficienza, si trovano oggi in condizioni che potrebbero essere quelle dei Paesi “cicala” (o, usando un acronimo oggi caduto in disuso, PIGS – vale a dire Portogallo Italia Grecia Spagna: sono passati circa 10 anni da quando era sulla bocca di tutti, sembra preistoria), con un rapporto debito-PIL che oramai ha raggiunto il 100%, diventata la media europea. Appare, quindi, ben difficile che i Paesi che sforano la soglia del 60% (praticamente tutti…) possano rientrare nei parametri stabiliti seguendo le regole fissate, vale a dire una riduzione del debito pari al 5% all’anno della quota eccedente. Tanto per fare un esempio, rimanendo nel nostro “orticello”, l’Italia oggi si ritrova, “more or less”, intorno ad un rapporto pari al 155%, vale a dire superiamo del 95% il limite del 60%. Questo significa che in 20 anni, circa, dovremmo rientrare nei limiti: considerando, a bocce “ferme”, un PIL di € 1.700 MD, il “numero magico” dovrebbe essere di circa € 1.000 MD (60% di 1.700 MD). In realtà, oggi siamo a circa € 2.600 MD, il che significa che in 20 anni dovremmo ridurre il debito di € 1.600 MD, vale a dire € 80 MD all’anno. Credo che sarà più semplice che Elon Musk, con la sua SpaceX, raggiunga Marte piuttosto che noi si riesca a rientrare nei limiti…(tanto per avere un parametro, quest’anno la Legge di Bilancio, in approvazione proprio in questi giorni in Parlamento, sarà “a debito” per € 23 MD su € 32 MD complessivi, senza contare gli aiuti del PNRR in arrivo, come scritto ieri). Ripeto, calcoli “spannometrici” e, soprattutto, a “bocce ferme”, che congelano i numeri ad oggi, il che rende ancor più inverosimile l’ipotesi.

Se noi siamo un “malato grave”, anche la Francia non se la passa molto bene (senza contare l’ambizione di Macron di diventare lo “zar” della politica europea dopo l’addio della Merkel e il vuoto di potere che si è creato, non solo in Germania, ma a livello UE, cosa di cui non ha mai fatto segreto). Indubbiamente i due leader hanno “aperto una strada” che, è facile prevedere, molti altri cercheranno di percorrere. Si aprirà, con tutta probabilità, un negoziato lungo e non semplice: un  negoziato che avrà delle fasi “intermedie”, la prima delle quali potrebbe essere un ulteriore slittamento della reintroduzione del Patto dal 2023.

Oggi mercati occidentali chiusi nella vigilia natalizia. Regolarmente aperti quelli asiatici, che hanno chiuso (o si apprestano a farlo) poco mossi: leggermente positiva Hong Kong, sulla parità Tokyo, mentre Shanghai è in calo dello 0,7%.

Festeggia in anticipo il bitcoin, che supera con uno scatto (+ 6,3%) i $ 50.000, portandosi a $ 51.200.

Buon Natale.

Ps: regalo in anticipo anche per il City College of New York, uno dei maggiori college Newyorkesi (3 suoi ex studenti hanno ricevuto negli anni altrettanti Premi Nobel). Un finanziatore che ha voluto mantenere l’anonimato ha fatto trovare un plico contenente $ 180.000in contanti, sufficienti a pagamento di circa 24 rette annuali (ognuna costa  $ 7.500).

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ultimo aggiornamento: 24-12-2021


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