Flat tax: definizione, funzionamento e tutte le informazioni necessarie

Cos’è la flat tax? Scopriamone insieme il significato e cosa implica questa “tassa piatta”.

La flat tax è un sistema fiscale non progressivo, basato su una aliquota fissa, al netto di eventuali deduzioni fiscali o detrazioni. Tali detrazioni non verrebbero concesse ai redditi più alti. Di solito, questo sistema si riferisce alle imposte sul reddito famigliare e, talvolta, sui profitti delle imprese.

Questo sistema di tassazione non è comune nelle economie avanzate, poiché le imposte statali includono un’aliquota progressiva sui redditi delle famiglie e sugli utili delle aziende. In tal modo, l’aliquota aumenta in percentuale all’aumentare del reddito.

L’aliquota progressiva avrebbe altresì una funzione di equità sociale e di redistribuzione della ricchezza generata. Infatti, secondo i sostenitori di questo modello fiscale, che prevede un’aliquota bassa e unica per tutti, oltre all’equità si arriverebbe anche all’eliminazione dell’evasione e ad un aumento complessivo del gettito fiscale per lo Stato.

Flat tax: cenni storici

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Nell’antichità, questo sistema era la forma più semplice di tassazione diretta: all’epoca, la decima era versata in natura, ad esempio con olio, frutti, vino o granaglie. Tale tassa era contemplata per il sostentamento dei sacerdoti della tribù di Levi. Anche la famiglia Medici, a Firenze, utilizzava questo tipo di tassazione, chiamato “decima scalata”.

In tempi più recenti, è stato l’economista statunitense Milton Friedman,
nel 1956, a ideare questo sistema.

Numerosi Paesi dell’Est hanno adottato la flat tax dalla seconda metà del 2000, con l’obiettivo di stimolare la crescita e lo sviluppo economico. Alcuni Stati hanno raggiunto questo obiettivo, mentre altri no: la Slovacchia, ad esempio, ha abolito questo tipo di tassazione nel 2013, in favore di un sistema progressivo.

La flat tax in Italia

Nel nostro Paese, diversi leader hanno proposto e propugnato la flat tax, tra i quali Silvio Berlusconi nel 1994, Marco Pannella nel 2005 e Daniela Santanchè nel 2008. La più recente proposta di introduzione di questo sistema di tassazione in Italia è stata lanciata durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 4 marzo 2018, da parte della coalizione di centrodestra.

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I rappresentanti di tale coalizione hanno sostenuto che solamente una drastica semplificazione e riduzione del carico fiscale e un rafforzamento dei controlli possono incentivare il pagamento delle tasse. Tuttavia, i due leader della coalizione di centrodestra, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, proponevano due diversi valori di aliquota fissa: il Cavaliere sarebbe partito dal 23%, mentre Salvini al 15%.

Il 16 agosto 2018, il governo Conte ha reso nota una proposta di legge relativa a una flat tax, che verrebbe applicata alle imprese individuali e ai lavoratori autonomi con fatturato inferiore a 100.000 Euro. Da parte sua, la Lega vorrebbe avviare, dal 2020, la flat tax al 15% anche per le famiglie con redditi fino a 50.000 Euro.

Dopo il varo del DEF, avvenuto il 10 aprile 2019, il governo italiano ha deciso di inserire la flat tax nel documento del 2020. Tuttavia, al momento nel testo si fa riferimento solo ai redditi fino ai 30.000 euro. Si riprenderà a parlare dell’argomento dopo le elezioni.

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Ultimo aggiornamento: 15-04-2019

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