Il debito pubblico italiano è l’ammontare totale del debito contratto dallo Stato italiano per finanziare la propria attività e le proprie spese.

Comprende i debiti contratti sia con investitori internazionali che con investitori nazionali, tra cui banche, aziende e privati. Questo debito viene rifinanziato regolarmente attraverso emissioni di nuovi titoli del debito.

Quali sono i Titoli di Stato del debito pubblico?

I titoli di stato del debito pubblico sono strumenti finanziari emessi dallo Stato italiano per finanziare il proprio debito. Essi rappresentano un prestito che l’acquirente fa allo Stato, il quale si impegna a restituire il capitale prestato e a pagare gli interessi a scadenza. I principali titoli di stato del debito pubblico italiano sono:

  • BOT (Buoni Ordinari del Tesoro): sono titoli a breve termine, con una scadenza di un anno o meno, e sono utilizzati per finanziare le attività correnti dello Stato.
  • CCT (Certificati del Tesoro): sono titoli a breve termine, con una scadenza di 7 anni, e sono utilizzati per finanziare le attività correnti dello Stato.
  • CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon): sono titoli a medio-lungo termine, con una scadenza di 24 mesi. Non prevedono pagamenti periodici di interessi, ma solo il rimborso del capitale a scadenza.
  • BTP (Buoni del Tesoro Poliennali): sono titoli a lungo termine, con una scadenza da 18 mesi a 3, 5, 7, 10, 15, 20, 30 e 50 anni.. Essi prevedono pagamenti periodici di interessi e il rimborso del capitale a scadenza.
  • BTPei (Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione): sono titoli a lungo termine indicizzati all’inflazione, con una scadenza da 18 mesi a 3, 5, 7, 10, 15, 20, 30 e 50 anni.. Essi prevedono pagamenti periodici di interessi e il rimborso del capitale a scadenza.
Debito Pubblico
Debito Pubblico

Ci sono anche alcuni altri titoli di stato con caratteristiche specifiche, come ad esempio BTP Italia, BTp Futura, BTPEuropa, etc.

Deficit, Spesa Pubblica e Interessi sul Debito: le differenze

Il deficit è la differenza tra le entrate e le uscite di bilancio di una entità. Un deficit di bilancio significa che le uscite sono maggiori delle entrate.

La spesa pubblica rappresenta le uscite sostenute dallo Stato per finanziare i vari servizi e programmi forniti alla società. La spesa pubblica può essere suddivisa in diverse categorie, tra cui la spesa per la difesa, la sanità, l’istruzione e le pensioni. La spesa pubblica può influire sul livello del deficit, ma non è sempre il caso poiché i ricavi possono variare in modo significativo.

Gli interessi sul debito rappresentano il costo sostenuto dallo Stato per il denaro prestato dai creditori per finanziare il proprio debito pubblico. Questi interessi devono essere pagati regolarmente ai creditori e possono influire significativamente sulle entrate e uscite di bilancio, nonché sul livello del deficit.

In sintesi:

  • Il deficit è una misura del disavanzo tra entrate e uscite di un’entità, rappresenta quanto una entità deve aumentare il proprio debito per finanziare le proprie attività.
  • La spesa pubblica è quanto un’entità spende per finanziare i vari programmi e servizi, può influire sul deficit ma non necessariamente.
  • Gli interessi sul debito rappresentano i costi sostenuti dallo stato per il denaro prestato dai creditori, possono influire significativamente sulle entrate e uscite di bilancio e sul livello del deficit.

Debito Pubblico e PIL: i Vincoli di Bilancio

Il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo (PIL) è un indicatore utilizzato per valutare la capacità di un paese di ripagare il proprio debito. Il rapporto debito pubblico/PIL indica la percentuale del debito pubblico rispetto al PIL.

Ci sono diversi vincoli di bilancio che possono essere utilizzati per limitare il rapporto debito pubblico/PIL. Ad esempio, la regola del 60% impone che il debito pubblico di un paese non debba superare il 60% del suo PIL. Questa regola è stata adottata dalla Unione Europea e in particolare dai paesi che hanno aderito all’Unione monetaria, l’eurozona.

Anche se la regola del 60% è una linea guida, ci sono casi in cui un rapporto debito/PIL maggiore del 60% può essere giustificato da circostanze eccezionali, come ad esempio la recessione economica o un aumento significativo dei tassi di interesse.

In ogni caso, i vincoli di bilancio basati sul rapporto debito/PIL sono una indicazione, ma non rappresentano l’unico indicatore da tenere in considerazione per valutare la situazione di un paese. Altri indicatori come il tasso di crescita economica, la sostenibilità della spesa pubblica, la situazione del mercato del lavoro, il livello dei tassi di interesse, etc, possono influire sulla valutazione della sostenibilità del debito pubblico e sull’eventuale necessità di intervenire.

La rilevazione di dicembre 2022

L’analisi del mese di dicembre 2022 ha mostrato un aumento del debito pubblico italiano. Secondo la Banca d’Italia, a fine del periodo in esame, il debito pubblico era salito a quasi 2.771 miliardi di euro rispetto ai 2.743 miliardi (dato rivisto) all’inizio del mese, con un aumento mensile di oltre 27,5 miliardi di euro. Inoltre, rispetto al dato dello stesso mese dell’anno 2021 (2.711 miliardi di euro), il debito pubblico è cresciuto di quasi 60 miliardi.

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ultimo aggiornamento: 13-01-2023


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