Cos’è il capitale sociale?

Noto anche con il nome capitale di rischio, è il capitale contribuito alla società da parte dei soci. Scopriamo meglio di cosa si tratta.

In economia aziendale, il capitale sociale è indicativo delle risorse cui l’azienda può contare da parte dei propri azionisti. Viene chiamato anche capitale di rischio perché, in caso di cessazione dell’attività, una volta liquidato l’attivo vengono prima rimborsate tutte le passività secondo il loro grado di privilegio e infine per ultimo il capitale sociale, che quindi è maggiormente a rischio.

Il Codice Civile stabilisce che le società per azioni e le società in accomandita per azioni devono avere un capitale minimo iniziale di € 100.000, mentre per le società a responsabilità limitata la cifra è pari a € 10.000.

Capitale sociale: definizione

Il capitale sociale è il contribuito alla società da parte dei soci. Per convenzione contabile, è una voce del passivo dello stato patrimoniale di ammontare pari ai conferimenti di denaro, beni in natura o crediti da parte dei titolari di una società di capitali. La cifra destinata al capitale è una quota ideale del patrimonio netto, rappresentato dalla differenza positiva tra le attività e le passività reali della società.

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Si può aumentare il capitale sociale?

I soci possono decidere in qualsiasi momento di aumentare il capitale sociale, dopo averne approvato le modifiche. Una volta presa questa decisione, la società dovrà emettere azioni in proporzione corrispondente alla somma stabilita. L’aumento può essere determinato sia da un ammontare versato da vecchi o nuovi soci, oppure usando fondi già disponibili ma conservati come riserve o fondi speciali.

Si può diminuire il capitale sociale?

È possibile diminuirlo in 4 casi:

1. Se si registrano perdite pari a 1/3 dell’ammontare. Se il capitale sociale è inferiore alla soglia prevista per la forma giuridica dell’azienda, i soci devono prevedere una ricapitalizzazione che porti la somma al valore richiesto.

2. Nel caso in cui alcune azioni non vengano vendute o se alcune azionisti decidono di lasciare la società.

3. Se i beni contribuiti hanno un valore inferiore a 1/5 di quello che dovrebbero avere data l natura della società.

4. In caso di annullamento delle azioni.

Il capitale sociale può essere diminuito in diversi modi, ossia attraverso la restituzione dei contributi ai soci, l’acquisto e annullamento di azioni oppure rimborsando i titolari delle azioni con sorteggio e distribuire azioni di godimento.

Modalità di conferimento del capitale sociale

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In Italia, secondo l’art. 2343 del Codice Civile, i beni e i crediti devono essere stimati da un perito. Inoltre, devono essere conferiti obbligatoriamente al 100% al momento della sottoscrizione del capitale. Per i conferimenti in denaro, invece, deve essere fatto un versamento del 25% dell’ammontare al momento della sottoscrizione. Invece, i conferimenti in natura devono essere liberati in un’unica soluzione.

I beni conferiti devono essere accompagnati da una relazione giurata, redatta e sottoscritta da un esperto nominato dal tribunale. Tale relazione contiene la descrizione del bene, i criteri seguiti per la perizia e l’attestazione che il valore è almeno pari a quello attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e del sopraprezzo. La perizia tutela i portatori di interesse nei confronti dell’impresa, garantendo l’attendibilità dei bilanci societari.

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Ultimo aggiornamento: 03-04-2019

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