La fatturazione elettronica è obbligatoria da gennaio 2019: come funziona, in breve, la fatturazione elettronica? Quali sono le sanzioni?

La fatturazione elettronica, che permette emettere fatture digitalmente, non è una novità. Questa “nuova” pratica, infatti, è stata creata attraverso la legge finanziaria del 2008, recependo delle direttive europee.

Non a caso, infatti, l’obbligo di emissione di fattura elettronica è applicato sin dal 2014 per gli acquisti effettuati dalla Pubblica Amministrazione, così da avere diversi vantaggi:

  • Abbandono del cartaceo.
  • Risparmio di denaro.
  • Rapidità.
  • Maggiori controlli.

Tuttavia, se fino a poco tempo fa era obbligo solo per lo Stato, ma da gennaio 2019 la fatturazione elettronica è obbligatoria per qualunque esercizio italiano.

Come funziona? Quali sono le sanzioni? Ecco delle brevi risposte.

Come funziona la fatturazione elettronica con la Pubblica amministrazione

Questo nuovo tipo di emissione delle fattura funziona tramite una combinazione di tre elementi:

  • il fornitore della fattura
  • il Sistema di Interscambio Nazionale (SdI)
  • Pubblica Amministrazione (destinatario della fattura).

Per poter fatturare elettronicamente con la Pubblica Amministrazione, il procedimento è il seguente:

  • La Pubblica Amministrazione deve inviare un codice alfanumerico, il codice univoco.
  • Nella fattura ci devono essere: codice univoco, data, partita IVA, indirizzo e tutto quello che le normative attuali prescrivono.
  • Produzione di un file .XML con tutte le informazioni e secondo il formato FatturaPA oggi in vigore dal DM 55/2013
  • Firma digitale di chi emette la fattura.
  • Invio attraverso il Sistema di Interscambio Nazionale.
fatturazione elettronica
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/contabilit%C3%A0-tasse-insediamento-615384/

Fatture digitali tra privati

Anche in questo caso, ci sono tre soggetti al centro di questo processo: colui che emette la fattura, colui che la riceve e il Sistema di Interscambio Nazionale.

In questo caso, il procedimento di emissione di una fattura elettronica, in breve, è il seguente:

  • Produzione di un file .XML con tutte le informazioni specifiche e secondo il formato FatturaPA oggi in vigore dal DM 55/2013.
  • Emissione attraverso il Sistema di Interscambio Nazionale.
  • Elaborazione, da parte del SdI, di un codice alfanumerico che caratterizza univocamente la fattura emessa.
  • Ricezione della fattura attraverso l’SdI. Per ogni file elaborato, il SdI calcola hash), riportandolo all’interno delle ricevute.

Le sanzioni per il mancato rispetto dell’obbligo

Nonostante l’obbligo sia presente da tempo, molti esercizi o professionisti non sono ancora aggiornati, e questo li potrebbe portare a ricevere anche pesanti sanzioni.

In base all’art. 6 del D.lgs n. 471/1997, infatti, nel caso di mancata o tardiva emissione della fattura:

  • Il soggetto che viola gli obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione di operazioni imponibili è punito con la sanzione amministrativa compresa fra il 90% e il 180% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio. La medesima sanzione è prevista per il soggetto che indica, nella documentazione o nei registri, una imposta inferiore a quella dovuta; la sanzione è dovuta nella misura da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo; in caso di violazioni relative ad operazioni non imponibili, esenti, non soggette ad Iva o soggette all’inversione contabile di cui agli artt. 17 e 74, co. 7 e 8 del D.p.r. 633/1972, la sanzione amministrativa è compresa tra il 5% e il 10% dei corrispettivi non documentati o non registrati. In Tuttavia, quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000; viene comunque prevista una sanzione minima che non può essere inferiore a euro 500.

Nonostante l’obbligo sia presente da tempo, molti esercizi o professionisti non sono ancora aggiornati, e questo li potrebbe portare a ricevere anche pesanti sanzioni.

Ecco tutte le violazioni possibili e le sanzioni annesse:

  • Violazione registrazione o fatturazione senza conseguenze sul calcolo dell’IVA: sanzione da 250 euro a 2.000 euro.
  • Fatturazione elettronica o registrazione omessa, tardiva o errata: sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta, con un importo minimo di 500 euro.
  • Violazione fatturazione elettronica e/o registrazione importi esenti, non imponibili, non soggetti ad IVA o reverse charge: sanzioni dal 5% al 10% dei corrispettivi, sempre con un importo minimo di 500 euro.
  • Caso precedente, ma senza conseguenze sul calcolo IVA o sulle imposte sui redditi: sanzione da 250 euro a 2.000 euro.
  • Violazioni formali: Nessuna sanzione.

Fonte immagine interna e di copertina: https://pixabay.com/it/photos/contabilit%C3%A0-tasse-insediamento-615384/


I Finanziamenti a Fondo Perduto per la Microimpresa

Bonus Amianto 2020: come richiederlo