L’IBAN (International Bank Account Number) è un codice, standardizzato e obbligatorio imposto dall’ECBS (European Commettee for Banking Standards), composto da 27 caratteri alfanumerici e serve a identificare il proprio conto corrente bancario. Ogni elemento del numero IBAN fa capo a delle informazioni utili del conto e del suo intestatario. È importante conoscerle per eseguire le operazioni bancarie. Scopriamo in particolare i codici ABI, CAB e CIN dell’IBAN e la loro utilità.
Il codice ABI (Associazione Bancaria Italiana) identifica la banca di appartenenza del conto corrente ed è formato da 5 numeri. Il CAB (Codice di Avviamento Bancario) indica la filiale della banca di appartenenza ed è formato da 5 numeri. Il codice CIN (Control Internal Number) è formato da un’unica lettera che serve a rilevare eventuali errori nella trascrizione dei numeri successivi. Esempio di IBAN inventato: IT 00 A (CIN) 12345 (ABI) 67890 (CAB) 123456789012.
Le prime due lettere dell’IBAN indicano la sigla del paese in cui si trova il conto, nell’esempio IT indica Italia. A seguire ci sono due cifre di controllo (00). Dopo i codici CIN, ABI e CAB ci sono dodici cifre che identificano il conto corrente vero e proprio. Quando il conto corrente formato da meno di dodici caratteri, viene fatto precedere da un certo numero di zeri. Il codice BBAN (Basic Bank Account Number) consta invece di ventitré cifre, dal codice ABI all’ultima cifra del numero di conto corrente: A (CIN) 12345 (ABI) 67890 (CAB) 123456789012.
L’IBAN permette di inviare e ricevere bonifici in tutti i paesi appartenenti all’area SEPA (Single Euro Payments Area). Si tratta dell’area unica in cui tutti i cittadini appartenenti ai paesi che ne fanno parte possono effettuare e ricevere pagamenti in maniera rapida e sicura, anche oltre i confini nazionali. Ecco i Paesi che fanno parte della SEPA: gli Stati Membri dell’Unione Europea; i paesi dello Spazio Economico Europeo (EEA) ovvero Islanda, Norvegia e Liechtenstein; i paesi extra EEA: Svizzera, Principato di Monaco, San Marino, Guernsay, Jersey, Isola di Man, il Principato di Andorra e la Città del Vaticano. Il Regno Unito, in seguito alla Brexit, continuerà a far parte della SEPA ma con condizioni economiche uguale a quelle dei paesi non UE e non EEA.
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