Alberto Di Tanno (Italia Bilanci): “Meno concessionari ma più grandi, la nuova sfida si gioca online.

Alla fine del 2020 le immatricolazioni hanno toccato la cifra di 1,4 milioni di auto, con una discesa del 27% rispetto al 2019, anno in cui le autovetture immatricolate sono state 1,917 milioni. “Il calo è un chiaro effetto della crisi pandemica; tuttavia nel 2021, se il mercato sarà adeguatamente sostenuto da incentivi alla rottamazione, potrebbe esserci un forte recupero, visto che almeno mezzo milione di auto nuove non è stato comprato, a causa del lockdown”. Lo spiega Alberto Di Tanno, presidente del Gruppo Intergea e co-founder di Italia Bilanci, che ha stilato con FederAuto un dettagliato rapporto sul settore, la sua evoluzione e i possibili scenari futuri.

L’analisi segnala per il 2020 anche una diminuzione del fatturato medio dei concessionari. La previsione è che l’anno si chiuda sui 30 milioni: 10 mln in meno rispetto al 2019. Al calo del fatturato si accompagna inoltre una lieve flessione del numero di dealer presenti sul mercato: stimati a 1.294 nel 2020 (35 in meno rispetto al 2019).

IMMATRICOLAZIONI

Il Rapporto prende in considerazione il periodo va dal 2007 al 2020. Si evidenzia come il 2007 sia stato l’anno di massima espansione per il comparto con 2,5 milioni di vendite, progressivamente calate fino al 2013 in cui si è toccato il valore più basso (1,3 milioni di auto).

Dopo gli anni peggiori della crisi, le immatricolazioni sono tornate a salire fino a sfiorare i 2 milioni di auto nel 2019: un aumento lento e costante, interrotto però dalla frenata di quest’anno.


MENO CONCESSIONARI, MA PIU’ GRANDI – IL VALORE ECONOMICO

Dal 2007 a oggi i dealer sono costantemente diminuiti, passando da 2.785 a 1.294 (stima 2020), 35 in meno rispetto al 2019. Di contro però, le dimensioni medie del singolo dealer sono aumentate. Le strutture sono più grandi e articolate in modo da adattarsi alla crescente complessità del mercato.

Nel periodo 2007-2020, il fatturato medio per concessionaria ha subito una forte decelerazione fino al 2012, per via della crisi finanziaria. Si è passati da circa 22 milioni nel 2007, a 16,6 milioni del 2012, punto minimo nell’arco di tempo considerato. Dal 2013 in poi invece, la crescita è stata graduale e costante fino a raggiungere i 40 milioni registrati nel 2019. Mentre nel 2020 si stima un calo del 25% circa, che porta il fatturato medio ad attestarsi su 30 milioni.

“La riduzione del numero degli operatori non ha prodotto benefici sui margini percentuali dei dealer – spiega il presidente Intergea -. La ragioni vanno ricercate nell’aumento dei livelli di concorrenza, non più soltanto locale ma con respiro nazionale, nell’incidenza del costo del lavoro sul fatturato per la necessità di organizzazioni più strutturate e qualificate”.

SCENARI FUTURI

I dati dicono come il commercio auto (retail business), per la crescente complessità operativa e la necessaria competitività, non solo a livello locale, ma anche sul piano nazionale, “avrà bisogno di organizzazioni sempre più grandi, forti, preparate, presenti direttamente sul web e capaci di interpretare i bisogni del consumatore”, spiega il presidente Di Tanno.

“Tra gli elementi di rischio con cui saremo chiamati a confrontarci – sottolinea – ci sono la forte variabilità legata alle fluttuazioni di mercato, margini lordi destinati a contrarsi,

una mix del mercato sempre più spostata verso soluzioni di mobilità, come il noleggio, che non favoriscono il conto economico del dealer”.

Il rapporto annovera infatti anche l’incremento del noleggio, a scapito dell’acquisto, “che però per le organizzazioni strutturate può rappresentare anche un’opportunità di business”, chiarisce il presidente Intergea. Lo scenario delineato rende possibili le alleanze con concessionari più piccoli e snelli, grazie alle economie di scala e al know how dei grossi gruppi.

“Oggi si evidenzia un’interessanti area di crescita, rappresentata dal canale dell’usato, la cui dimensione è una forte leva competitiva”.

Un altro punto importante è il valore della concessionaria, determinato dalla sua capacità di generare reddito. “Il suo aumento è possibile sia con una più veloce rotazione degli stock, sia con una minore presenza fisica sul territorio, quindi portando i saloni sul web. Una nuova market representation è indispensabile”.

STRATEGIE VINCENTI

“Nel prossimo futuro, internet giocherà un ruolo di primo piano nella scelta dell’auto e del concessionario a cui affidarsi. Se la compravendita continua concludersi dal vivo e in presenza, chi vuole comprare una vettura si documenta e si orienta sul web. La video-chiamata andrà a consolidarsi come strumento di consulenza nella vendita. Per questo la componente online è destinata ad aumentare e sarà strategico essere presenti in modo efficace”.

Si delinea dunque un mercato per il quale “è necessario avere organizzazioni complesse e qualificate, orientate all’innovazione e vicine ai bisogni del cliente. Solo così – conclude Di Tanno – le aziende saranno in grado di affrontare le nuove sfide”.


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