La pandemia ha cambiato la società in un modo difficile da credere.

Quella che all’inizio sembrava un’esotico virus destinato a rimanere nel lontano Oriente si è trasformato in un incubo che ha stravolto l’esistenza di quasi tutti gli abitanti del pianeta. Pare difficile credere che solo due anni fa la parola “lockdown” non aveva senso per nessuno di noi e l’idea di portare una mascherina sul viso era una stranezza che vedevamo solo nei telegiornali quando mostravano come i giapponesi reagivano durante le annuali ondate influenzali.

Molto è cambiato negli ultimi 24 mesi, le varie ondate della pandemia si sono succedute una più intensa dell’altra, colpendo prima l’Italia e l’Europa per poi fare il giro del mondo in un ciclone di ospedali pieni e decessi. L’eredità che ha lasciato dietro è stata dura sia da un punto di vista mentale, dato che le interminabili settimane rinchiusi in casa a lavorare e studiare tutti insieme, impossibilitati ad uscire se non per motivi di prima necessità hanno sicuramente lasciato strascichi che ancora forse non abbiamo somatizzato, che da un punto di vista economico. Le attività commerciali sono infatti anch’esse state costrette a lunghi periodi di chiusura per cercare di contenere l’impatto del COVID e questo ha indubbiamente creato notevoli problemi economici, solo in parte sopperiti dai soldi pubblici intervenuti a sostegno.  

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Per fortuna sembra ora che, grazie all’arrivo dei vaccini e a programmi di vaccinazione di massa che, per quanto talvolta contestati, sono riusciti in breve tempo a coprire una grossa parte della popolazione, si possa guardare ai mesi invernali in modo relativamente più sereno rispetto agli ultimi due anni. Abbiamo passato infatti un’estate con sembianze di normalità, liberi di riscoprire il proprio paese e di viaggiare in Europa. Le località di villeggiatura italiane si sono riempite di visitatori italiani, ma anche tedeschi, olandesi e scandinavi, come se fossero gli anni ’80. Dopo due anni terribili l’economia ha finalmente rialzato la testa e le ultime statistiche fornite dagli enti preposti segnalano una crescita del PIL italiano mai più vista dagli anni del boom economico. Il ritorno in positivo si sipega tramite una combinazione di fattori: la ripartenza dei consumi interni, la ripresa a pieno regime della produzione industriale e agli incentivi COVID garantiti dai finanziamenti europei.

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L’Unione Europea dopo molte discussioni su quali fossero le modalità più adeguate,  si è infine convinta a sostenere le nazioni, prima fra tutte il nostro paese, che sono rimaste piÙ colpite dalla pandemia. La modalità scelta è una serie di aiuti e prestiti con l’obiettivo di far ritornare il continente ad una situazione di stabilità economica tramite  il supporto delle attività economiche. Anche se questi incentivi coprono tantissimi campi dell’economia, il più conosciuto fra tutti è sicuramente il cosidetto “superbonus” o “centodieci per cento”. Stiamo parlando del bonus fiscale che il governo offre per le ristrutturazioni sia di abitazioni private  che di edifici a scopo commerciale. Questo bonus fiscale si combina con altri programmi finanziati direttamente dal governo italiano e si focalizza sul miglioramento dell’efficienza energetica in case privati ed edifici adibiti a scopo commerciale. Questo però non vuol dire che non sia possibile utilizzarli, nel contesto di un più largo intervento a scopo energetico, per finanziare anche il rinnovo di interni. Infatti tali opere richiedono lo stravolgimento degli interni che vanno poi rinnovati ed in questo contesto è possibile includere i costi di prodotti come vernici o di carte da parati. Andiamo dunque a vedere in maggior dettaglio come sono strutturati tali programmi e cosa richiedono per poter essere utilizzati.

Superbonus del 110%

Abbiamo già menzionato quello che è entrato ormai nel gergo degli italiani come il “superbonus del 110%”. Questo finanziamento garantisce, sotto forma di credito d’imposta per gli anni futuri, un contributo del 110% a coprire tutti i costi sostenuti per lavori di ristrutturazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica, sia che riguardino abitazioni private che per esercizi adibiti a scopi commerciali. Può essere utilizzato per tutti i lavori di ristrutturazione effettuati a partire dal 01.07.2020 fino (al momento per ora, non si sa ancora se sarà esteso ulteriormente) al 30.06.2022. I lavori devono includere:

  • il cappotto termico
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
  • la riduzione del rischio sismico nei condomini o nelle singole abitazioni

Nel contesto di questi lavori di ristrutturazione è possibile aggiungere i costi di materiali decorativi come carta da parati o vernici al rinnovo generale delle pareti. Tali costi devono essere conteggiati come parte dell’intero progetto ed è opportuno esaminarli in dettaglio assieme al proprio consulente fiscale per garantirne l’idoneità. L’Unione Europea ha previsto ovviamente simili programmi di incentivazione edilizia per quasi tutti i paesi europei.

Bonus per la ristrutturazione previsti dal governo italiano

Esiste un altro piano simile, finanziato però dal governo italiano, che copre il 50% delle spese totali per la ristrutturazione e la manutenzione sia ordinaria che straordinaria, oltre al risanamento conservativo, eseguiti su tutte le parti comuni di edifici residenziali o su singole unità immobiliari residenziali per il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio in questione. Le spese per gli interni e altri servizi professionali correlati possono essere addebitate come parte di un progetto di ristrutturazione più ampio. Il bonus ha un tetto di spesa massimo di 96000 euro e viene erogato sotto forma di credito d’imposta, però convertibile in denaro utilizzando una banca come intermediario.

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ultimo aggiornamento: 02-11-2021


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