Il mondo, ma soprattutto l’Europa, tirano un sospiro di sollievo.

Anche se Biden non da ancora per certo il “silenzio delle armi”, molti segnali fanno presagire che Putin abbia cambiato idea in merito all’invasione dell’Ucraina. Oltre alle parole distensive dopo l’incontro tra il Presidente russo e il cancelliere tedesco Sholz, da ieri sono in corso manovre che segnalano il ritiro delle truppe sovietiche.

Ma forse è ancora più importante la lettura che i mercati, da sempre “l’indicatore” più reattivo e attento, danno sull’evoluzione della situazione. Il petrolio ieri ha evidenziato un calo del 2,5%; ancora più evidente quello del gas, con il megawattora sceso a € 68,5, – 10% (è nota la dipendenza dell’Europa dalle forniture russe, primo Paese produttore al mondo). Gli indici di  borsa, al contrario, si sono mossi tutti al rialzo, con rialzi in molti casi superiori al 2%, a conferma del ritorno degli investitori verso la “propensione al rischio” (“risk on”).

Non tutti i nodi, peraltro, sono risolti: il più evidente (probabilmente il “pretesto” che sarebbe servito a Putin per attaccare), vale a dire l’adesione dell’Ucraina alla NATO (che significherebbe avere “il nemico” sulla porta di casa) è per ora sospeso, ma prima o poi dovrà essere affrontato e risolto in maniera definitiva. Intanto, però, il problema è stato rinviato, e non è detto che nel tempo non possa essere derubricato, come spesso succede, come non più prioritario.

Da oggi, quindi, è probabile che si torni ai “problemi di tutti i giorni”. Il che significa concentrarsi nuovamente in primo luogo sull’inflazione e sugli interventi necessari per depotenziarla.

Guardando al  nostro Paese, si calcola che nel 1° trimestre luce e gas subiranno aumenti del 131% e del 94%: diventa ben difficile pensare che l’inflazione, nel breve, possa subire un arresto con rialzi così paurosi. Le ricadute  sui prezzi, in primo luogo sui carburanti (ai massimi da 10 anni), sono, ma soprattutto, saranno rilevanti. Diventa quindi sempre più decisiva la manovra che il Governo dovrà attuare per correre in aiuto di famiglie e imprese (si parla di uno stanziamento di ulteriori € 7 MD). Il rischio è duplice: da una parte un impoverimento delle famiglie, costrette ad accantonare una parte significativa del proprio reddito per pagare la bolletta energetica, dall’altra le imprese che vedono impennarsi i costi produttivi e in molti casi obbligate a tagliare la produzione e/o limitarla per cercare di contenere i maggiori costi, e quindi con un impatto negativo sul PIL. Il che potrebbe portare ad un’ulteriore conseguenza per i pericolanti conti pubblici: una diminuzione del PIL oltre le attese porterebbe ad un aumento del rapporto debito/PIL (se diminuisce il denominatore, a parità di numeratore, il rapporto cresce), il che creerebbe un nuovo allarme e la grande attenzione da parte della Commissione Europea ma ancor di più dei mercati.

L’ottima chiusura di Wall Street di ieri sera (Nasdaq + 2,47%, Dow Jones + 1,22%, S&P 500 + 1,58%) ha dato slancio ai listini asiatici. Questa mattina troviamo il Nikkei a + 2,22%, mentre Shanghai al momento si trova a + 0,57%. Bene Hong Kong (+ 1,31%) nonostante la progressione dei contagi non accenni a diminuire.

Futures per ora modestamente negativi oltre oceano, mentre i mercati europei sembrano meglio orientati.

Dopo il ritracciamento di ieri, questa mattina il petrolio ritrova equilibrio, con il WTI a $ 92.73 (+ 0,61%).

Gas naturale a $ 4,482 (+ 3,83%).

Oro in flessione, come succede a tutti i beni rifugio in situazioni di minor rischio geopolitico: dopo il forte rialzo dei giorni scorsi, questa mattina fa segnare $ 1.856,6.

Spread a 166bp; rendimento dei BTP sempre oltre 1,90%. Treasury sempre sopra il 2% (2,02).

In arretramento anche il $: €/$ a 1,136.

Bitcoin che ritrova vigore, con le quotazioni che tornano sopra i $ 44.000 (+ 0,7% il rialzo di questa mattina).

Grazie come sempre per l’attenzione.

Ps: impossibile oggi non celebrare l’impresa di Sofia Goggia, che a soli 23 giorni dal grave infortunio al ginocchio sfiora una memorabile medaglia d’oro nella discesa libera alle Olimpiadi di Pechino, a soli 16 centesimi di secondo dalla vincitrice, la svizzera Corinne Suter. Un’impresa che fa passare in secondo piano quella di Nadia Delago, 3° classificata in quella che è la sua 1° Olimpiade (e con la sorella Nicol 11°): a volte la differenza tra il 2° e il 3° posto va ben oltre il semplice risultato sportivo…

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ultimo aggiornamento: 16-02-2022


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