Con il vero e proprio boom dei social media – tra utenti giovani e non – degli ultimi anni, gli effetti sul mondo del trading sono una naturale conseguenza

Con la terminologia social trading si definisce una particolare forma di investimento che consente ad ogni investitore, a prescindere dalla propria esperienza nel settore, di avere accesso ad informazioni precise circa le strategie di trading messe in atto da altre persone, purché queste facciano parte della medesima piattaforma social.

Questa modalità di investimento, certamente impensabile sino al XX secolo, pone una nuova serie di quesiti circa il rischio di mercato, che gli esperti di Abile Trader hanno ricercato in modo da poter trattare il tema in questo articolo a beneficio dei lettori.

Social trading

La rivoluzione social: la “gamification” della finanza

Il mondo dei social network ha fatto molta strada nel corso di pochi anni, dal primo storico MySpace al rivoluzionario Facebook, sino ad assumere un ruolo nella politica dei Paesi con Twitter e TikTok. Seppure le prime piattaforme vennero probabilmente banalizzate dai più come idee di scarso valore economico ideate da ragazzini nei propri garage, oggi queste aziende rappresentano una realtà tech con capitalizzazioni multimiliardarie nei mercati finanziari.

È senz’altro curioso notare come, nel corso degli anni, il mondo della finanza abbia visto sorgere strategie a “scatola nera”, come quelle offerte dagli hedge fund, e metodi di investimento completamente trasparenti, dove tutti possono vedere tutto. Il social trading è riuscito ad attirare l’attenzione dei cosiddetti millenials e della gen Z (ovvero di tutte le persone nate dal 1981 al primo decennio del XXI secolo), con l’esplosione di applicazioni quali eToro e di Robinhood, che permettono ad ogni utente registrato di effettuare operazioni di trading e di accedere a dati relativi a strategie degli altri utenti iscritti, spesso con commissioni molto basse (o addirittura nulle), in modo da attirare una grossa fetta di clientela.

In questo contesto – dove molti neo-trader crederanno di aver trovato una nuova El Dorado – occorre fare molta attenzione: per quanto sia estremamente semplice replicare la strategia effettuata da altri investitori, risulta invece essere più complesso distinguere un buon consiglio di investimento da uno meno buono. La cosiddetta gamification degli investimenti portata da queste nuove realtà deve essere presa sul serio: potremmo avere l’impressione di partecipare ad un gioco, ma i soldi investiti sono reali tanto quanto i guadagni e le perdite registrate.

Social trading 2

Una nuova strategia di diversificazione o solo un eccesso di fiducia nei mercati finanziari?

Una volta tenuto a mente il concetto della potenziale trappola creata dalla gamification del trading, occorre chiedersi se vi sia un modo per sfruttare a proprio vantaggio, sempre con coscienza, le occasioni offerte dal social trading. Sono davvero innumerevoli le storie di utenti sul Web che raccontano i benefici di questa nuova strategia; ad esempio, molti utenti potrebbero considerare valida una strategia di investimento se una moltitudine di utenti iscritti ad una piattaforma social la considera come tale.

L’acronimo anglosassone FOMO (“Fear Of Missing Out”, ovvero la paura di perdere occasioni di investimento generata dall’osservazione del comportamento di altri investitori, che può portare una persona ad investire in un determinato strumento con eccessivo anticipo, registrando perdite ingenti) viene spesso citato dagli iscritti dei social network, ed è diventato ormai un fattore molto importante per giustificare i rapidi movimenti del mercato finanziario.

Un aspetto sul quale è fondamentale porre attenzione prima di decidere, in maniera passiva, di seguire una strategia di social trading, è l’effettivo grado di preparazione finanziaria di chi opera online tramite queste piattaforme. Come in qualsiasi contesto, infatti, può capitare di trovare persone molto preparate sull’argomento, come perfetti novizi: diventa fondamentale saper individuare la differenza tra le due classi. 

Un’ottima strategia, certamente meno semplice da seguire della mera replica di una serie di investimenti, è senza dubbio quella di valutare ogni potenziale investimento con coscienza critica, tenendo all’interno del proprio portafoglio titoli appartenenti a diversi settori e, possibilmente, ispirati dalle strategie di utenti diversi. Il numero di utenti che troviamo sui social network è ormai molto elevato, è oramai fondamentale fare un cross-check tra le diverse strategie replicabili in modo da costruire un portafoglio di investimento bilanciato.

Perché il social trading può funzionare: la spiegazione degli economisti

Sottovalutare la potenza di fuoco di uno strumento come il social trading potrebbe essere un errore. A spiegarci il motivo per il quale questa strategia di investimento ha, in realtà, solide basi di economia comportamentale, è addirittura (inconsapevolmente) l’economia John Maynard Keynes.

Nel tentare di spiegare il comportamento dei mercati finanziari degli anni Venti-Trenta del XX secolo, Keynes fece un esempio – ora citato in innumerevoli libri di economia e finanza – molto calzante: supponiamo che un giornale decida di indire un concorso per eleggere la vincitrice di un concorso di bellezza femminile a partire dalle foto di sei finaliste selezionate. La promessa del giornale ai lettori è quella di ripagare un premio economico a tutti coloro i quali saranno in grado di individuare la ragazza vincitrice. Nel fare questo – sostiene Keynes – il lettore non deve votare per la ragazza che giudica essere più bella rispetto alle altre, ma per quella che, secondo lui, avrà più probabilità di essere votata dalla maggioranza dei lettori.

Passando dal concorso di bellezza ai mercati finanziari, la lezione di Keynes è molto importante: per guadagnare soldi in finanza può essere del tutto inutile investire su titoli ritenuti interessanti dal singolo investitore, la strategia vincente è quella di indovinare dove le masse di denaro si concentreranno nel futuro. Il social trading diventa, dunque, una metodologia di investimento nella quale tutti i “lettori del giornale” rendono pubbliche le proprie posizioni, con un valore informativo enorme per l’investitore più abile.

Non trascurare mai la fase di ricerca

Come punto finale, è importante sottolineare come il social trading possa dare luogo alla nascita del mito dell’arricchimento semplice ed immediato.

La strategia generale migliore rimane quella di non investire in strumenti finanziari con i quali non si ha una determinata confidenza, le perdite possono essere ingenti e, purtroppo, il social trading esasperato sta creando in alcuni casi effetti devastanti sulla vita delle persone.

Occorre dunque non perdere mai l’abitudine di fare una buona e sana ricerca personale delle informazioni, utilizzando come preziosi spunti le opinioni trovate sui social, ma verificando sempre ogni affermazione reperita online.


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