Tra le eccezioni al divieto di licenziamento, previste dal Decreto Agosto, ne troviamo una particolare per imprese in situazione di esubero. Vediamo di cosa si tratta.

Il Decreto di Agosto ha introdotto una serie di nuove modalità per aiutare le aziende, evitando i licenziamenti ed incentivando la Naspi. Proprio quest’ultima è al centro della possibilità di stipulare un accordo collettivo aziendale di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.

Alla richiesta però, dovrà seguire l’adesione individuale dei lavoratori interessati. A queste persone sarà riconosciuta la Naspi, normalmente esclusa in caso di cessazione volontaria del rapporto lavorativo. Cerchiami di capire meglio cosa significa.

Naspi e licenziamento volontario

Come abbiamo detto esiste un modo per percepire la Naspi, anche con un cessazione volontaria del lavoro. Si tratta di una misura creata per facilitare la gestione degli esuberi e che in generale non rappresenta un vero e proprio licenziamento. Sono delle risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro, raggiunte con il benestare dei sindacati e per le quali il legislatore riconosce la Naspi.

E questa non è cosa da poco visto che le risoluzioni consensuali, pur essendo possibili durante il blocco dei licenziamenti, erano in realtà ferme. Questo capitava anche in presenza di incentivi, tra cui la già citata Naspi. In questo modo quindi è possibile ricevere l’indennizzo per la disoccupazione, pur avendo scelto di risolvere volontariamente il contratto di lavoro.

risoluzione volontaria naspi
Fonte foto: https://www.pexels.com/photo/two-woman-chatting-1311518/

L’accordo collettivo aziendale

Per poter raggiungere il contratto collettivo aziendale, che permette di mettere in atto il licenziamento volontario con Naspi, non servono procedure specifiche. Infatti non viene applicata la procedura di licenziamento collettivo e non c’è neppure il limite per il personale interessato all’incentivo. In ogni caso nella norma si parla specificatamente di contratti aziendali, perciò sono esclusi tutti gli altri livelli, quali contratti nazionali o territoriali.

Ma, sempre seguendo la normativa, tra i soggetti stipulanti devono essere anche le organizzazioni sindacali. In questo senso quindi una partecipazione di soggetti esterni all’azienda sarebbe obbligatoria, se non imprescindibile. Detto questa non sembra necessario che a firmare il contratto siano i rappresentanti sindacali di livello nazionale. Infatti si può stipulare l’accordo anche con le articolazioni territoriali, dotate del requisito di rappresentatività nazionale.

Sindacati e incentivo alla Naspi

Come è prevedibile, buona parte delle organizzazioni sindacali vorranno entrare nel merito dell’incentivo alla Naspi, alle tempistiche e alle modalità degli accordi risolutivi. Per questo è molto importante prestare attenzione a:

  • circoscrivere il perimetro dei destinatari della proposta di incentivazione
  • riservarsi la possibilità di accettare o meno la disponibilità alla risoluzione consensuale
  • chiarire che l’accordo sulle uscite volontarie incentivate non è necessariamente risolutivo delle soluzioni di esubero

Per quello che riguarda gli accordi di risoluzione consensuale individuali, la norma non prevede alcune forme particolari. Si fa solo riferimento al concetto di adesione all’accordo collettivo. Se però le risoluzioni consensuali si accompagnano ad una transazione generale, che preclude ad ogni rivendicazione futura, è necessario firmare in una sede protetta.

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