Se la campanella è già suonata in molte regioni, in altre come Friuli e Sardegna, aspettare. Scopriamo perché alcuni dirigenti scolastici chiedono più tempo.

La riapertura delle scuole è stata una delle tematiche su cui si è concentrato il dibattito politico del post pandemia. La scelta finale è ricaduta sulla metà di settembre per le scuole di tutto il territorio nazionale, ma in molti casi i dirigenti scolastici hanno chiesto più tempo. Sembra infatti che i banchi monoposto previsti per garantire la sicurezza nelle aule debbano ancora arrivare in molte scuole. Bisogna anche considerare il fatto che ci sono cattedre ancora scoperte e non tutti gli istituti hanno trovato spazi adeguati per ospitare gli studenti. Vediamo di capire come evolverà la situazione e quando suonerà la prima campanella.

Riapertura scuole: la prima campanella

Secondo quanto deciso da Ministero dell’Istruzione e dal Governo, dopo sei mesi di didattica a distanza, la prima campanella dovrebbe suonare a metà settembre. Il condizionale però è d’obbligo, in quanto molte regioni hanno deciso di posticipare la riapertura della scuole.

Per fare alcuni esempi possiamo dire che in Sardegna gli studenti torneranno nelle aule dopo il weekend del referendum, mentre solo a fine mese riapriranno gli istituti di Puglia, Calabria, Abruzzo e Campania. Va detto però che molti dirigenti scolastici, anche se a ridosso della riapertura delle scuole, hanno chiesto un rinvio.

riapertura scuole
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Infatti, come abbiamo anticipato, vanno risolte ancora molte problematiche, tra cui i banchi monoposto che tardano ad arrivare o l’alto numero di cattedre ancora vacanti. È ovvio che se non arriveranno soluzioni tempestive la data di riapertura delle scuole rischia di allontanarsi ancora.

Per questo Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, chiede al Governo di valutare delle differenziazioni locali.

Riapertura scuole: problematiche persistenti

Tutto il personale delle strutture scolastiche è impegnato a contribuire alla riapertura delle scuole. È però evidente come riaprire gli istituti in totale sicurezza sia, oltre che necessario, molto difficile. La Ministra Azzolina aveva parlato di uno sforzo enorme per produrre e consegnare oltre due milioni di banchi monoposto. Tuttavia il ritardo è ormai grave e probabilmente salterà la data di consegna fissata per la fine di ottobre.

Inoltre a questa situazione si sommano altre due criticità molto importanti, ovvero l’assegnazione piena dell’organico che ancora non è completa e la questione aule. Infatti non tutti gli enti locali sono riusciti a trovare luoghi e locali consoni per permettere lo svolgimento delle lezioni.

Le scelte dei dirigenti scolastici

Per i motivi e le problematiche sopra elencate, molti dirigenti scolastici hanno deciso di rinviare la riapertura delle scuole in alcune regioni. Non tutti i presidi però sono concordi, visto che le prime campanelle sono già suonate in Alto Adige e in alcune scuole torinesi.

Il primato però è del Liceo Scientifico di Tione, in Trentino, dove gli studenti sono tornati a tra i banchi già lo scorso 2 settembre. D’altro canto sono molti di più i dirigenti scolastici che hanno scelto di posticipare la riapertura delle scuole. Si tratta di Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Campania. Qui sarà obbligatorio lo screening sierologico sul personale, mentre sarà volontario nel resto del Paese.

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