Direttore: Alessandro Plateroti

Uno dei rischi maggiori che l’economia può correre è che l’inflazione si trasferisca sui salari e sugli stipendi. A quel punto veder calare i prezzi potrebbe diventare un’impresa ancora più difficile: il potere di acquisto sarebbe, in buona parte, salvaguardato, favorendo una ripresa dei consumi e, quindi, una dinamica dei prezzi più vivace. Secondo molti economisti che siedono a Francoforte prevedono che, da qui al 2025, i salari potrebbero aumentare del 14%, recuperando, di fatto, quanto perso per strada dal Covid in poi.

Questa risulta essere, dalle parole della Lagarde nel suo intervento al Forum in corso a Sintra, la preoccupazione per la BCE per quella che viene definita la “seconda fase” dell’inflazione. Motivo per cui, secondo la propria Presidente, la BCE deve fare in modo che le imprese assorbano l’incremento dei costi del lavoro nel margine di profitto.

Ecco perché si rende necessario un nuovo intervento sui tassi, dando per scontato l’ennesimo rialzo dello 0,25% entro il mese di luglio: più a lungo l’inflazione rimane sopra il livello di guardia, maggiori sono le probabilità che si possa assistere ad una spirale salariale. Si allontana, quindi, il raggiungimento del picco dei tassi (oggi al 4% dopo il rialzo del 19 giugno): dopo quello di luglio, diventa ulteriormente probabile un nuovo ritocco. Dando spazio, in questo modo, a chi sostiene che una riduzione dei prezzi non può prescindere da una contrazione economica, che, nel peggiore dei casi, potrebbe sfociare in una recessione.

Come prevedibile, da parte italiana, si è subito levato un coro di critiche al discorso della Lagarde, accusata di “affossare”, in questo modo, la ripresa della nostra economia.

Non sembra la pensino allo stesso modo, invece, i mercati, con gli indici europei in crescita (il nostro MIB + 0,58%). Evidentemente, oltre a dare già per scontato il rialzo dello 0,25% di luglio, ritengono che davvero il successivo rialzo (data prevista settembre) possa essere l’ultimo: a quel punto si sarebbe al 4,50%, un livello coerente con l’inflazione attesa per quel periodo (dopo il picco di ottobre 22, quando si arrivò al 10,6%, in Europa, a fine maggio, eravamo al 6,1%). Un punto di “incrocio” che, a quel punto, potrebbe permettere il raggiungimento del massimo effetto del rigore monetario, che, come noto, non è mai “contestuale”, occorrendo qualche tempo perché manifesti la sua piena efficacia.

L’altra notizia del giorno è l’avvio dell’iter per la nomina di Fabio Panetta, oggi Membro del Comitato Esecutivo BCE, a Governatore di Bankitalia in sostituzione di Ignazio Visco, in scadenza di mandato il prossimo novembre. Una scelta che, quasi sicuramente, è avvenuta dopo che il Governo italiano ha avuto la conferma che il posto “vacante” verrà comunque occupato da una candidatura italiana.

Le buone chiusure di ieri sera a Wall Street (Dow Jones + 0,63%, Nasdaq + 1,75%, S&P 500 + 1,15%) stanno trascinando, questa mattina, il Nikkei, che con il + 1,68% si conferma miglior listino del Far East.

Dopo un avvio negativo, “vedono” la parità Shanghai e, a Hong Kong, l’Hang Seng.

Buon momento per la borsa di Sidney (+ 1%), dopo che sono stati resi noti i dati sull’inflazione australiana, in calo al 5,6% dal 6,8% di maggio.

Futures in leggero rialzo in Europa, mentre si muovono appena sotto la parità negli Usa.

Questa mattina brusco calo del petrolio, con il WTI in arretramento del 2,45% a $ 68.00.

Scende anche il gas naturale Usa (- 3,15%), a $ 2,608.

Oro a $ 1.913.

Spread sempre in area 160 bp (159,9), con il BTP a 3,97%.

Bund a 2,35%.

Poco mosso anche il treasury, a 3,76%.

€/$ a 1,0955, con l’in leggero rafforzamento verso la valuta americana.

Consolida sopra i $ 30.000 il bitcoin, a $ 30.452.

Ps: ieri, durante un’asta da Sotheby’s, è stato stabilito il nuovo record europeo per un’opera d’arte. “La dama con il ventaglio”, di Gustav Klimt, ha toccato 85,3 ML di sterline, quasi € 100 ML (99,2ML), battendo il record precedente, di appartenenza alla scultura Walking Man I di Alberto Giacometti. La domanda che nasce spontanea è: al di là della bellezza dell’opera, della sua unicità e del suo significato, cosa definisce il suo valore? (peraltro il pittore austriaco è un “habituè” per questi valori, visto che un altro suo quadro, nel 2006, era stato “battuto”, sempre in un’asta, per $ 87,9 ML (valori del 2006, quindi forse maggiori se commisurati al record di ieri).

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ultimo aggiornamento: 28-06-2023


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