Secondo il filosofo tedesco Gottfried W. von Leibniz, nato a Lipsia nel 1646 e morto nel 1716, questo è il “migliore dei mondi possibili”. Teoria che, oggettivamente, negli ultimi anni potrebbe sembrare un po’ meno “scolpita nella pietra”.

Non è certo il caso di ripercorrere le vicende degli ultimi 3 anni, tali sono evidenti i motivi che qualche dubbio fanno nascere.

Uno dei “lasciti”, per esempio, del Covid, le cui conseguenze, peraltro, come dimostra la Cina, non sono ancora finite, è l’ampliamento delle disuguaglianze. La “globalizzazione”, il “credo” più forte sino a circa 3 anni fa, aveva, tra gli altri, un obiettivo implicito: rendere più equilibrata la distribuzione della ricchezza, permettendo ai Paesi più poveri e alle economie meno moderne di recuperare terreno rispetto ai Paesi più sviluppati.

Apprendiamo, in un rapporto che apre il Forum di Davos, il tradizionale appuntamento che si svolge ogni anno nelle Alpi svizzere e a cui, di solito, partecipano i più importanti esperti economici mondiali e i rappresentanti dei maggiori Paesi al mondo (anche se quest’anno sembrano un po’ snobbare la località turistica), che invece il divario è tornato ad aumentare, e non di poco.

Emerge, infatti, che l’1% più ricco del pianeta si è accaparrato il 63% della ricchezza mondiale prodotta nei primi 2 anni di Covid, vale a dire circa $ 26.000 MD su un totale di $ 63.000 MD. Dopo 25 anni aumentano contemporaneamente l’estrema ricchezza e l’estrema povertà. Detto in un altro modo, dal 2020 alla fine dell’anno scorso, un miliardario ha incrementato il proprio patrimonio di $ 1,7 ML pe ogni $ di incremento patrimoniale di una persona che rientra nel 90% meno abbiente.

Due, in particolare, i settori che hanno beneficiato del “nuovo mondo”: quello dell’energia e quello del cibo, che hanno visto più che raddoppiare i propri margini rispetto alla media 2018-2021. Nel 2022 95 aziende hanno distribuito ai propri azionisti ben $ 257 MD di profitti. Clamoroso il caso di Walmart, leader nel settore della grande distribuzione, i cui proprietari (la dinastia Walton) ha ricevuto, solo nell’ultimo anno, dividendi per $ 8,5 MD.

Il tutto in un mondo in cui 820 ML di persone (facile far “di conto”: circa 1 persona su 10 sulla Terra) soffrono la fame, mentre circa tre quarti dei Governi del mondo  stanno pensando a tagli alla spesa pubblica (con in testa sanità e istruzione) per il periodo 2023-2027 per far “quadrare i conti”. Eppure la soluzione sembrerebbe dietro l’angolo: secondo l’Oxfam International, l’ONG che ha realizzato il rapporto, basterebbe un’imposta aggiuntiva del 5% sui grandi patrimoni, per generare ricchezza (circa $ 1.700 MD, più o meno il PIL dell’Italia) in grado di far emergere dalla povertà circa 2 MD di persone.

Il tutto mentre anche nella parte ricca del mondo qualche scricchiolio inizia a farsi notare.

Parlando di occupazione, per esempio, in Europa emerge che, pur avendo raggiunto la disoccupazione il 6%, ai minimi  dal 1998, i giovani fanno fatica a trovare un lavoro, con una media di disoccupati che raggiunge il 15,1%, arrivando al 32,3% in Spagna, il dato peggiore di tutta la UE. E se anche nei Paesi ricchi aumentano le differenze tra giovani e meno giovani, parlare di uguaglianza diventa sempre più difficile.

La settimana si apre con Wall Street chiusa per festività.

“Orfani” dell’America (va detto peraltro che i futures operano regolarmente), i mercati asiatici, come da qualche tempo ci hanno abituato, lanciano segnali contraddittori: in calo a Tokyo il Nikkei, che arretra dell’1,14%, mentre ad Hong Kong l’Hang Seng si muove appena sotto la parità. Segno più, invece, a Shanghai, dove l’indice sale di oltre l’1%. Il rialzo anche la Corea, con la borsa di Seul a + 0,6%; in parità l’India.

Leggero arretramento, questa mattina, per il petrolio, con il WTI che, dopo aver toccato i $ 80, passa di mano a $ 79,31 (- 0,81%).

In recupero il gas naturale americano, in crescita (+ 5,76%) a $ 3,623.

Oro che prende fiato (– 0,21%) dopo i rialzi di queste settimane, mantenendosi comunque saldamente sopra i $ 1.900 (1.921).

Spread sui livelli di venerdì (183,8 bp), per un BTP intorno al 4%.

Treasury che riparte da 3,45%.

€/$ a 1,0839, con l’che si mantiene ai massimi da 9 mesi a questa parte.

Ancora una giornata sugli scudi per il bitcoin: nel we è tornato di forza sopra i $ 21.000 (21.101), portano a quasi il 30% il guadagno da inizio anno.

Ps: parliamo di “infinito”, e non nel senso Leopardiano. La terra fa parte, come sappiamo, della Via Lattea, una galassia che contiene, pare, 300 MD di stelle. La Via Lattea è un sistema, lungo 1,9 ML di anni luce, che, insieme ad altri 80, fa parte di un “Gruppo locale”. Che fa parte di un altro gruppo Vergine), contenuto in un altro super ammasso (Laniakea) che a sua volta rientra in un altro, denominato Pesci- Balena. Un Universo grande qualcosa come 46,5 MD di anni luce. Chissà se anche da altre parti si sta nel “migliore dei mondi possibili”.

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ultimo aggiornamento: 16-01-2023


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