Aumenta, di anno in anno, il numero di persone che decidono di investire su una pensione integrativa per continuare a condurre una vita dignitosa anche dopo la fine della vita lavorativa.

Diversamente da quanto si possa pensare, sono sempre di più i giovani che cercano informazioni sulle varie forme di pensione integrativa per guardare al futuro con maggiore ottimismo.

Negli ultimi anni, infatti, l’aumento dell’età media nel quale si ottiene il primo lavoro contrattualizzato, sommato a un mondo del lavoro con poche certezze, ha spinto un gran numero di persone a trovare soluzioni alternative o integrative alla pensione pubblica pagata dall’INPS.

Una delle soluzioni più utilizzate, per i motivi che si trovano in questo articolo sui Fondi Pensione, è l’adesione a fondi di investimento che permettono, nel corso degli anni, di accumulare una somma di denaro grazie a versamenti e interessi.

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Pensione integrativa: quando è nata e perché

Il sistema pensionistico italiano, fino agli anni ‘70, si è basato una sorta di patto generazionale, in quanto le pensioni venivano pagate grazie ai contributi dei lavoratori ancora in attività.

Un sistema che è durato circa fino agli anni ‘90, quando il metodo retributivo (con le pensioni calcolate su una percentuale della retribuzione media percepita dal soggetto negli ultimi anni di lavoro) è stato sostituito dal metodo contributivo, ovvero con la pensione calcolata in base ai contributi versati.

Una scelta dovuta ai costi troppo alti che aveva il primo metodo, soprattutto alla luce della tendenza che vedeva l’innalzamento delle aspettative di vita contro un numero sempre più basso di nuove nascite.

Proprio in questo momento storico, verso gli anni ‘90, le istituzioni hanno permesso quindi l’introduzione di nuovi strumenti da affiancare alla pensione pubblica pagata dall’INPS.

I cittadini, in questo modo, potevano garantirsi un tenore di vita dignitoso anche al termine della propria vita lavorativa.

Pensione integrativa: ecco come funziona

La nascita dei Fondi Pensione avviene nel 1993, grazie al Decreto Legge 124. successivamente modificato nel 2005.

La funzione del Fondo Pensione è quella di permettere a tutti i cittadini, indipendentemente dal proprio status lavorativo, di accumulare un capitale che, al raggiungimento della pensione, potrà recuperare per intero o come indennizzo mensile di pensione integrativa.

Si tratta a tutti gli effetti di un fondo di investimento che viene gestito da professionisti, la cui attività è regolamentata e controllata dal COVIP, la Commissione di Vigilanza sui fondi Pensione.

Il Fondo Pensione cresce, nel corso degli anni, grazie ai versamenti periodici che vengono effettuati da chi aderisce e dalle operazioni economiche che gli agenti compiono sul mercato finanziario, come acquisto e vendita di azioni, titoli di Stato e obbligazioni.

Chi può aderire a una pensione integrativa

L’adesione ai Fondi Pensione è possibile a tutti i cittadini, indipendentemente da quella che è la loro età o condizione lavorativa.

AI Fondi Pensione, infatti, possono aderire sia persone che non svolgono alcuna attività lavorativa come i disoccupati e gli inoccupati.

Oltre a questi, aderiscono sempre più lavoratori dipendenti sia pubblici che privati, ma anche autonomi, liberi professionisti e lavoratori con situazioni contrattuali atipiche e occasionali.

Riproduzione riservata © 2022 - EFO

ultimo aggiornamento: 28-09-2022


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