Pronti-via, ed è subito record.

Dall’Europa a Wall Street, la giornata di ieri ha visto il susseguirsi di nuovi primati, con alcuni indici che hanno raggiunto livelli mai toccati in precedenza. E’ il caso, per esempio, dell’€urostoxx 600, in crescita dello 0,5%, mentre non fa più notizia lo S&P 500, in aumento anche ieri di un altro 0,6%. Ancora meglio il Nasdaq, cresciuto dell’1,11%, trascinato da Tesla, che con un rialzo di oltre il 13% ha fatto “entrare” nelle tasche di Elon Musk circa $ 30MD in un solo giorno, facendo schizzare il suo patrimonio personale oltre i $ 300 MD. Di record in record, peraltro quello più “clamoroso” riguarda Apple: nel giorno in cui è certificato che anche in Cina il suo smartphone è il più venduto, la società californiana ha superato, prima al mondo, i $ 3000 MD di capitalizzazione (equivalenti, € più € meno, al debito pubblico italiano ovvero, dato ancor più stupefacente, al PIL della Germania, o 1.6 volte quello dell’Italia).

Eppure tra il 30 dicembre 21, ultimo giorno di mercati aperti dell’anno che si è appena concluso, e ieri non sono accaduti fatti particolari tali da “sparigliare” gli umori degli operatori e degli investitori: l’inflazione, per quanto ci siano segnali che indicano che potrebbe indebolirsi nelle prossime settimane (comunque proprio in questi giorni verranno comunicati i dati relativi a diversi Paesi europei, mentre per quella americana basterà attendere la settimana prossima), è sempre ai massimi da molti anni a questa parte, le Banche Centrali non hanno affatto innestato la retromarcia rispetto a quanto fatto intendere nell’ultimo mese, il Covid è sempre (molto) tra noi, con un numero dei contagi mai visto in precedenza (ma con conseguenze, da un punto di vista sanitario, molto inferiori al passato, cosa che dovrebbe far riflettere chi si ostina a non vaccinarsi).

E dunque il motivo è sempre e solo uno, vale a dire l’enorme liquidità presente sui mercati. Le decisioni assunte da alcune Banche Centrali, come più volte ricordato, vanno nella direzione opposta, ma al momento la necessità di trovare uno sbocco a quella depositata sui conti diventa un’esigenza non rinviabile. Alcuni indicatori confermano la situazione in cui ci troviamo.

Per esempio, è emerso che i gestori delle società di asset management hanno aumentato, tra novembre e dicembre, il cash presente nei portafogli, portandolo dal 4,4% al 5,1%. E non perché si siano premurati di far fronte a liquidazioni in aumento: anzi, probabilmente esattamente l’opposto, volendo farsi trovar pronti, con l’inizio dell’anno, a nuove allocazioni.

C’è poi un altro segnale, se vogliamo più “tecnico”: negli USA sono notevolmente aumentate le operazioni denominate “Reverse Repo”, una sorta di “pronti contro termine al contrario”, operazioni attraverso le quali Banche e Fondi (di norma monetari) “prestano” soldi alla FED in cambio di un interesse “miserrimo” (0,05% annuo…), pur di “muovere la classifica” verrebbe da dire. Operazioni che vengono fatte quotidianamente: ebbene, se la media giornaliera, tra il 2015 e il 2021, era pari a $ 500MD, il 31 dicembre 21 ha raggiunto l’imbarazzante cifra di $ 1.900 MD.

Questo è quello che succede di là dell’Oceano. Ma non che da noi le cose siano molto diverse: la BCE, infatti, stima la liquidità in eccesso oramai superiore a € 4.000 MD.

Come detto, da qualche parte questa enorme marea di liquidità deve pur andare. Per quanto la cautela inizi a farsi largo, è impensabile che gli asset manager (ma anche un comune risparmiatore) indirizzino gli investimenti solo verso comparti prudenti o difensivi (che, tra l’altro, in molti casi offrono rendimenti negativi anche in termini nominali, figuriamoci in termini reali, con l’inflazione che “mangia” ulteriormente il già minimo rendimento). Da qui la ricerca di soluzioni d’investimento che, oltre a proteggere dall’inflazione, possano aggiungere qualche soddisfazione (oltre che remunerare il rischio).

Oggi tutti i mercati asiatici sono operativi. Si mette in luce il Nikkei, che con un + 1,77% recupera la chiusura di ieri. Appena negativi, invece, Shanghai e Hong Kong, in discesa dello 0,20% circa. Riammessa alle quotazioni Evergrande, che da segnali di recupero, con un rialzo intorno al 3%. Bene ancora una volta l’India, con la borsa di Mumbai a + 0,70%.

Futures ben orientati anche oggi, mentre continua a scendere il Vix, a testimoniare la buona predisposizione degli operatori.

Leggero calo per il petrolio, con il WTI che si porta a $ 75,90 (- 0,33%).

Sorte analoga per il gas, a $ 3,818 (- 0,10%). A proposito di gas, da segnalare il crollo del prezzo del megawattore: in poco più di una settimana si è passati dal prezzo di € 185 a € 65.

Oro in recupero dopo il – 1,5% di ieri, che ha portato le quotazioni a ridosso dei $ 1.800.

Spread che riparte da 132 bp, per un rendimento del BTP sempre intorno all’1,13/1,15%.

Giornata difficile quella di ieri per il Treasury, con il rendimento che è schizzato all’1,63% dalla precedente chiusura dell’1,50%.

In rafforzamento, seppur modesto, il $, con €/$ che torna sotto 1,13 (1,1289).

Chi non brilla, in questo inizio anno, è il bitcoin, con le quotazioni “piantate” intorno ai $ 46.500 (- 0,95% questa mattina).

Ps: nonostante la variante Omicron lo sport non si ferma, né da noi né in altri Paesi. Anzi, mentre da noi ci si prende il tempo per mangiare il panettone, così non è in altrove. Per esempio, l’NBA gioca sempre a ritmi serrati. Succede, quindi, che Josh Giddey, play di origini australiane di appena 19 anni dell’Oklahoma City Thunder , nell’ultima partita abbia stabilito un nuovo record: è il più giovane giocatore di sempre ad avere fatto registrare una “tripla doppia” (vale a dire oltre le 2 cifre): 17 punti, 14 assist, 13 rimbalzi.

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ultimo aggiornamento: 04-01-2022


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