Dopo il pesante storno avvenuto nel mese di marzo in concomitanza dell’avvento della pandemia, le Borse di tutto il mondo hanno messo a segno un rimbalzo piuttosto significativo, tra il 25/30%.

Dopo il pesante storno avvenuto nel mese di marzo in concomitanza dell’avvento della pandemia, le Borse di tutto il mondo hanno messo a segno un rimbalzo piuttosto significativo, tra il 25/30%. A favorire questo “scatto d’orgoglio” dei listini è stata, in primis, la politica monetaria particolarmente accomodante attuata dalla maggior parte delle banche centrali mondiali, che hanno tagliato i tassi, laddove possibile, e drenato liquidità sui mercati.

Lo scopo, per quanto ovvio, era evitare che il sistema finanziario ed economico esplodesse sotto i violenti colpi inferti dal covid-19. E l’obiettivo delle banche centrali, perlomeno sino ad oggi, è stato centrato. Il rally dei listini, però, sembra essersi interrotto: da alcune settimane, gli stessi si muovono nervosamente, seppur in un range non particolarmente elevato, dimostrando come l’incertezza sia il sentimento predominante che anima i mercati.

Risale la curva dei contagi: i mercati temono un duro secondo lockdown

Grafico mercato finanziario
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A creare questo clima sono, essenzialmente, due fattori: l’andamento della pandemia e le elezioni americane. Quanto possa incidere l’aumento dei contagi sull’economia e, conseguentemente, sui mercati, lo si è potuto constatare tangibilmente lo scorso marzo. Il significativo e costante aumento dei contagiati nel Vecchio Continente, ormai alle prese con una vera e propria seconda ondata, preoccupa i mercati.

Una parte degli analisti finanziari, complice la rapida risalita della curva dei contagi, teme che si possa andare incontro ad un nuovo lockdown generalizzato, che potrebbe mettere in ginocchio alcune economie già di per sé strutturalmente fragili. D’altro canto, alcuni settori industriali, come ad esempio quello legato al mondo del turismo, hanno subito gravi contraccolpi durante il periodo del lockdown.

In quel periodo, invece, hanno dimostrato una forte resilienza tutti quei settori che sviluppano il proprio business tramite la grande rete telematica. Il caso di Amazon, in tal senso, è forse il più eclatante, ma non è certo il solo. Basti pensare, ad esempio, al successo di piattaforme di intrattenimento come Netflix o al vertiginoso aumento degli iscritti nei siti di gioco online, come testimoniano alcune recensioni poker presenti sul web.

Al momento, guardando a paesi come Francia e Spagna, fin qui i più colpiti dalla seconda ondata, i lockdown sono decisamente più soft rispetto al precedente. Ma tutto, per quanto ovvio, dipenderà da come riusciranno a reggere i sistemi sanitari, ovvero quanto verranno messe sotto stress le terapie intensive: seppure le intenzioni di tutti i governi dell’Unione Europea siano quelle di non ricalcare integralmente quanto avvenuto a marzo, l’ipotesi di un secondo duro lockdown non possono essere del tutto escluse.

Perché i mercati statunitensi temono un eventuale “onda blu”

Anche le elezioni americane contribuiscono a rendere ancora più incerto il quadro dei listini. Dai sondaggi, infatti, pare che l’esito sia decisamente scontato, con Biden che dovrebbe “surclassare” Donald Trump. Anche quattro anni fa, tuttavia, l’attuale inquilino della Casa Bianca sembrava destinato a recitare il ruolo di vittima sacrificale contro Hillary Clinton, che pareva avviata a diventare la prima donna a guadagnare la Presidenza degli USA.

Il vantaggio attuale di Biden, ad onor del vero, è ancora più cospicuo di quello che la Clinton, un quadriennio fa, vantava sullo stesso Trump. Ma qualche clamorosa sorpresa, soprattutto se ci fosse qualche inatteso colpa di coda nelle battute conclusive della campagna elettorale, non è completamente da escludere, nonostante il rassicurante vantaggio fin qui acquisito dal candidato dei Democratici.

Secondo alcuni illustri analisti, però, il mercato americano non teme l’elezione di Biden o quella di Trump, ma un eventuale materializzarsi della cosiddetta “onda blu”, ovvero che i Democratici, oltre all’elezione di Biden, riescano ad ottenere la maggioranza al Senato oltre a quella, già nelle loro mani, alla Camera dei Rappresentanti

Uno scenario poco gradito, a quanto pare, agli operatori della borsa statunitense, che temono vengano radicalmente modificate le politiche verso imprese e mercati. E preferirebbero una suddivisione delle camere tra Repubblicani e Democratici, in modo da poter agevolare un clima di concordia nazionale, ritenuto maggiormente propedeutico ad affrontare la grave crisi economica causata dal covid.

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