L’inflazione non aumenterà.

 

Si prospetta quindi un periodo di discreta volatilità, mentre i listini hanno iniziato lo storno che consentirà di scaricare un po’ di ipercomperato. Tale storno era stato da noi preannunciato 4 giorni fa. 

Le banche centrali hanno confermato di stare alla finestra, la to Brexit è stato trovato un agreement per una proroga al 31 ottobre sulla Brexit mentre Usa e Cina sono più vicine a un’intesa sul fronte dazi. 

Praticamente niente di nuovo, quindi, e le Borse europee, come previsto in questi giorni sul nostro sito, iniziano il loro rintracciamento, con Piazza Affari che segna la performance peggiore aiutata in questo dal crash di Prysmian, anche quello segnalato ieri, che deve la sua crisi al caso Westernlink , oltre che dalla poca forza del settore bancario .Ormai è assodato che il rallentamento economico sia confermato. Draghi nella conferenza stampa ha definito ancora una volta i rischi dell’economia, orientata al ribasso,ribadendo che nei prossimi mesi l’inflazione tornerà a scendere e bisognerà sicuramente trovare altri mini bazooka per sistemare le cose.

I titoli peggiori sono Prysmian -8%, BPM -3%,Unicredit -2.13% e Ubi a – 2%.

Sugli indici la rottura di 21.500 sul Mib accompagnerà la discesa del nostro listino fino a 21.250 e, in caso di rottura ulteriore, si arriverà a 20.900, 20550 e infine a 20.350

Dax 11.900, 11.800.11.600 con possibili estensioni fino a 11.000

Stoxx , una volta perso 3.400 andrà direttamente a 3.350, 3.270, 3.215

Tutto è stato ampiamente previsto nei giorni scorsi e come già detto si attendeva solo un pretesto per ridurre l’ipercomperato. La volatilità comunque accompagnerà i listini da adesso fino alle elezioni europee e quindi converrà abituarsi a un po’ di movimento in Borsa. Noi vi forniremo costantemente i livelli degli indici. 

Ultimo aggiornamento: 11-04-2019

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