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Direttore: Alessandro Plateroti

Le opportunità offerte alle aziende italiane dal mercato russo

Panoramica Moscow Mosca Cremlino Russia

Diventa sempre più di attualità il tema della internazionalizzazione delle imprese italiane chiamate a guardare alle straordinarie opportunità offerte dalle economie oltreconfine in rapida espansione quale processo evolutivo naturale e occasione di rilancio e nuovo sviluppo di business.

Un’area che offre grandi possibilità in questa chiave è rappresentata dai paesi della Federazione Russa, un mercato da sempre molto interessato al Made in Italy, che figura, attualmente, come il primo produttore ed esportatore al mondo di gas naturale, il secondo per riserve dichiarate, il terzo produttore mondiale e secondo esportatore di petrolio e l’ottavo possessore al mondo di riserve petrolifere.

Tuttavia, come sostiene Carlo Russo, Ceo e founder di Affariesteri.it, sarebbe riduttivo considerare il mercato russo solo in relazione al settore delle materie prime energetiche.

La Federazione Russa, infatti, è oggi in grado di offrire importanti opportunità per le aziende italiane poiché è obiettivo di questo paese investire risorse e attenzione nello sviluppo di altri settori economici e produttivi.

Per quanto riguarda la crescita economica della Federazione, è fondamentale menzionare le previsioni della Banca Centrale del Paese, la quale ha rivelato che, nel secondo trimestre del 2021, da aprile a giugno, la crescita economica della Russia è positiva e proseguirà lungo tale tendenza, fino a raggiungere i livelli pre-pandemici.

Oltre a ciò, la dinamica dei vari indicatori operativi mette in luce che tutte le principali componenti della domanda, sia esterna sia interna, si sono, altresì, ampliate: le stime del Ministero dello Sviluppo Economico e Sociale russo per la crescita dell’economia nel 2021 sono del 2,9%. Stando alle proiezioni della Banca di Russia, invece, nel corso dell’anno il PIL aumenterà del 3-4%; negli anni successivi, la crescita è prevista ad un tasso del 2,5-3,5% nel 2022 e del 2-3% nel 2023.

La suddetta crescita costante, spinta negli anni passati proprio dal comparto oil and gas, vede in questi ultimi tempi un ridimensionamento dell’incidenza della quota di tale settore strategico sul Prodotto Interno Lordo in virtù dell’esplicita volontà di avviare un percorso di diversificazione dell’economia per renderla meno dipendente dai prezzi degli idrocarburi.  Uno dei settori che potranno registrare una crescita significativa, da qui ai prossimi anni, è sicuramente quello basato sull’innovazione e sulla tecnologia la cui incidenza sul PIL russo, secondo gli esperti, arriverà al 5,6 %.

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Ugualmente strategici in queste aree di mercato si riveleranno il comparto dei beni di consumo e quello delle infrastrutture, il cui adeguamento è indispensabile allo sviluppo del Paese.

I numeri in merito al settore dei trasporti parlano chiaro, anche in considerazione del fatto che il Governo della Federazione Russa ha varato un programma di investimenti e un piano finanziario delle ferrovie russe per il 2019 e per il periodo di pianificazione 2020 e 2021, che presenta un aumento del carico merci sulla rete ferroviaria dell’1,5% e assegna alle Ferrovie Russe ingenti risorse di investimento pari a 2.245 trilioni di rubli.

Russian Railways ha reso noto che nei prossimi tre anni verranno realizzati 17.000 chilometri di binari ferroviari, mentre un altro ingente investimento verrà destinato al potenziamento dei segnali sui binari ed all’aggiornamento dei dispositivi di controllo remoto e di automazione.

Sempre nell’ambito delle infrastrutture, si segnala l’avvio della costruzione di una nuova autostrada che correrà dal confine della Russia con il Kazakistan alla Bielorussia e che rappresenterà uno snodo cruciale del corridoio di trasporto Cina-Europa occidentale.

Si vanno profilando, dunque, tutta una serie di opportunità di collaborazione per imprese italiane in svariate sfere produttive, considerato che la Russia necessita di tecnologia, high tech, know how e meccanica di precisione, tutti settori nell’ambito dei quali il made in Italy può esprimere eccellenze e capacità di attrazione di investimenti.

A questi elementi di riflessione si può aggiungere l’ulteriore circostanza che la Federazione Russa non rappresenta solo un importante sbocco di mercato in sé, ma anche e significativamente uno strategico e fondamentale hub logistico e culturale per le imprese italiane verso gli altri Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti, i Paesi CSI.

Se si tiene conto del fatto che la Cina sta investendo praticamente in tutto il mondo -dall’Europa all’America Latina, dall’Africa fino alle zone polari- e se si considerano i vari accordi in ambito energetico proprio con la Russia, appare del tutto evidente un significativo spostamento degli equilibri economici in favore delle aree orientali del mondo.

In virtù di queste brevi riflessioni, appare del tutto evidente che l’area Euro Asiatica si configura come una risorsa strategica e di sicuro interesse per tutte quelle aziende italiane che intendono sviluppare un business oltreconfine.

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ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2021 11:51

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