Direttore: Alessandro Plateroti

Uno degli arredi indispensabili in un laboratorio chimico è certamente l’armadio di sicurezza, dov’è possibile stoccare tutta una serie di dispositivi e sostanze che necessitano di essere conservati senza rischi.

Ogni tipologia di armadio può essere personalizzata a seconda delle misure necessarie e del tipo di elemento che deve esservi riposto, senza dimenticare che ne esistono anche di combinati, con scomparti separati e sempre correttamente areati per oggetti diversi tra loro.

laboratorio

Perché dotarsi di armadi di sicurezza

Gli armadi di sicurezza per chimici proposti dalle migliori aziende del settore biomedicale, come per esempio AHSI, sono progettati per resistere a temperature estremamente elevate, così da offrire la massima sicurezza anche in caso di incendio.

In quest’ultima eventualità ci sono dei temporizzatori che chiudono le ante entro 90 secondi e mantengono le sostanze infiammabili al proprio interno protette per il tempo necessario all’estinzione delle fiamme.

Quando si ricerca tale tipologia di armadi, occorre avere ben presente il grado di rischio cui si va incontro: innanzitutto, se ciò che vi è contenuto può esplodere o semplicemente alimentare le fiamme (bombole, acidi, basi o gas pressurizzati). In secondo luogo va tenuto anche conto della collocazione stessa dei laboratori, ad esempio a quale distanza si trova la caserma dei vigili del fuoco più vicina e quindi di quanto tempo sia necessario per estinguere un eventuale incendio.

I modelli più avanzati possono mantenere a temperatura idonea il contenuto anche fino a un’ora e mezza ed essere dotati di ventilazione interna, ripiani, cassetti e scomparti per stipare in sicurezza un buon numero di oggetti.

Le ante, di solito, sono battenti o, in particolari esigenze di spazio, anche con chiusura a soffietto. Spesso, la base è dotata di piccole ruote al fine di agevolarne il trasporto e lo spostamento in altri ambienti in piena autonomia.

Quale tipo di armadio di sicurezza scegliere

In alcuni casi, a essere potenzialmente infiammabili sono bombole contenenti gas, come l’ossigeno, conservati a pressione. In tal caso, l’armadio di sicurezza sarà soprattutto sviluppato in altezza e avrà un sistema di ventilazione particolarmente idoneo a tale esigenza. Anche in questi casi potrebbe essere presente un temporizzatore che chiude e sigilla le porte in caso d’incendio, mantenendo la temperatura ai livelli di sicurezza.

In altri casi, è il contatto tra agenti chimici differenti tra loro a poter innescare reazioni di ogni tipo o delle fiamme, quindi sarà necessario conservarle separatamente in armadi di sicurezza ben chiusi ove ciascuna categoria abbia il proprio alloggiamento. I modelli sono di vario tipo e, ancora una volta, si possono richiedere sia compatti da riporre sottobanco che alti per spazi più ampi e con ante di colore diverso al fine di distinguere il tipo di sostanze contenute.

Alcuni armadi, poi, sono particolarmente adatti per lo stoccaggio di batterie al litio in completa sicurezza: ve ne sono di tipo attivo, ovvero che fungono anche da base di ricarica, ma anche di tipo passivo, ovvero solo per la loro conservazione.

Nel primo caso, vi è un monitoraggio costante anche dall’esterno della temperatura e un allarme antincendio, inoltre, in caso in fase di ricarica si generi troppo calore, le batterie possono anche essere scaricate parzialmente dal sistema automatizzato; nel secondo caso, invece, le batterie vanno stipate a seconda che siano nuove o usate e quindi già in parte scariche.

Infine, per esigenze più variegate e particolari, non mancano armadi di sicurezza combinati per sopperire a esigenze anche diverse tra loro, con vani ben separati per i differenti elementi che non devono venire a contatto accidentalmente. In ogni caso, è importante che dispositivi come questo siano acquistati presso rivenditori specializzati nel settore, come per esempio AHSI, che li producano seguendo tutte le principali normative di legge.

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ultimo aggiornamento: 29-05-2023


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