Mancano solo tre giorni alle decisioni della BCE relative ai tassi.

Saranno tre giorni di leggeri rialzi, in quanto è già stato scontato l’effetto di un taglio o di agevolazioni con relativa immissione di liquidità sui mercati.,

Un po’ sacrificate le utilities mentre le banche riescono a tenere il passo dell’indice, in particola Fineco che sembra essere il titolo finanziario più in forma.

I migliori bilanci, ad oggi, sono quelli di Italgas, Generali, Recordati ed Amplifon, per chi avesse in mente di investire sui fondamentali.

Resta sottovalutata Exxor e resta aperta la porta ad un M&A di Fiat.

L’indice americano ha superato il muro di 2.950, ma bisogna continuare a prestare attenzione, nonostante il Vix sia sceso di 5 punti.

Sul fonte valutario è atteso un indebolimento dell’euro verso il dollaro che dovrebbe portare l’Euro a 1,05.

Infine l’oro è stabile sopra i 1.500 ad attestare che la situazione è piuttosto rischiosa.

La Cina ha chiesto agli Usa di non ricattare l’Europa e i danni accertati ad oggi, causa guerra dei dazi, superano i 40 miliardi di dollari.

Quattro giorni dopo la BCE sarà la volta della Fed e vedremo se Trump sarà riuscito a eserciutare fortemente la pressione su Powell, anche se, francamente, ne dubitiamo.

La miglior situazione politica italiana ha portato lo spread a 150 e questa è una vera boccata di ossigeno per uno Stato che 2.400 miliardi di debito pubblico.

Suggeriamo tantissima prudenza perché in autunno potrebbe verificarsi un pesante storno delle Borse.


Le borse prendono un po’ di fiato.

Domani la BCE.