Il dopo Bce.

Il dopo Bce.

Il giorno dopo le dichiarazioni di draghi, si tirano le somme.

Il piano di Francoforte infatti avrà efficacia solo se sarà accompagnato da una maggiore spesa da parte di tutti gli appartenenti alla BCE resta la pesantissima spada di Damocle sulla testa dell’economia delle loro zona determinata dalla guerra Usa Cina le misure prese ieri sono esattamente quattro: il taglio dei tassi dello 0,10% che si trova adesso 0.5%, un ulteriore giro di prestiti alle banche attraverso l’ LTRO e un sistema di tiering flessibile sui depositi, oltre alla riavvio delle cure per 20 miliardi al mese.

Le banche che avranno maggiori vantaggi da questa nuova attività della bici e sono sicuramente le banche tedesche e francesi. Le borse hanno reagito bene a questi stimoli monetari e sono cresciute tra ieri e oggi di circa un punto e mezzo. Superando così alcune importanti resistenze in particolare la resistenza di 22.000 punti per il FTSE e quella di 12.300 per il Dax.

Interessante anche l’atteggiamento dello S&P che ha superato i 3000.

Adesso i mercati attendono il taglio dei tassi da parte della fede che dovrebbe essere dello 0,25%. Tuttavia molti trebbia, molti fondi, e alcuni indicatori come loro e il franco svizzero, indicano di usare la massima prudenza perché uno storno è dietro l’angolo. L’inversione dei tassi di qualche mese fa non lascia tranquilli gli investitori, la difficoltà da parte dello S&P

nel superare i 3000 punti e la conclamata recessione tedesca sono elementi di grandissima importanza per la svolta in negativo dei mercati consigliamo quindi di monitorare gli andamenti subito dopo la fede e, se possibile, di alleggerire le posizioni che hanno segno positivo. I titoli che stanno dando prova di forza nella giornata odierna sono in particolare i bancari, mentre una certa debolezza si trova negli industriali nelle utilities.

Spread in rialzo sopra i 152 punti.

Ultimo aggiornamento: 13-09-2019