Forse ancor più dell’inflazione, il vero rischio sulla strada della ripresa è data dallo spaventoso aumento dei prezzi dell’energia: si calcola che il costo della bolletta energetica, limitando l’osservazione alle imprese, nel 2022 lieviterà di ben € 37MD, più di 4 volte rispetto al 2019, quando era “soltanto” di € 8MD.

Le conseguenze sono duplici.

Guardando alla crescita, i dati di gennaio danno un quadro di quello che potrebbe accadere quest’anno: dopo il – 0,7% di dicembre, la produzione industriale ha accusato un nuovo calo, pari questa volta all’1,2%. Sono sempre di più le aziende che si vedono costrette a ridurre i ritmi produttivi, magari concentrando la produzione nelle fasce orarie in cui i costi energetici sono leggermente inferiori, mentre alcune hanno già completamente bloccato le linee produttive. Non è un caso che le previsioni di crescita per il 2022 siano state limate ovunque: per l’Italia il Governo è passato al 4% dal 4,7% ipotizzato sino a qualche settimana fa.

Tutte le forze politiche stanno premendo sul Governo affinchè intervenga per “alleggerire” la bolletta (non solo delle imprese). Già nell’ultimo trimestre si era reso un intervento, il cui costo, per le casse del Tesoro, è stimato in € 3.8MD. Cifre, evidentemente, lontane dal fabbisogno delle imprese. Si parla di un nuovo provvedimento, questa volta per almeno € 5 MD. Cifra ancora modesta per coprire il “gap”; ma senz’altro molto elevata se guardiamo al Bilancio statale.

Draghi, “annusando” il clima che si respira in Europa (in un’intervista alla Rai, il Commissario Gentiloni ha detto a chiare lettere che l’Italia deve attenersi alle regole a cui sono assoggettati tutti i Paesi UE), ha fatto capire che creare nuovo deficit non sarà possibile: la strada, quindi, è individuare nuove coperture per l’eventuale maggior costo che il Tesoro dovrà sopportare.

Aggiungiamoci il maggior costo che l’aumento dei tassi potrebbe provocare e ben possiamo comprendere il motivo delle crescenti preoccupazioni.

Il “costo medio” delle emissioni avvenute a gennaio (il Tesoro ha piazzato oltre € 35MD di titoli, di cui € 22MD a medio-lungo termine – quindi BTP) è stato dello 0,41%, 4 volte in più rispetto allo 0,10% dello stesso periodo del 2021.Escludendo i Bot (considerando pertanto solo i BTP), ogni aumento dei tassi dello 0,10% comporta un maggior onere di € 300 ML per ogni anno. Peraltro, pur con questi incrementi, il costo medio del nostro debito pubblico anche per il 2022 dovrebbe essere destinato a scendere (per il 2021 è stato pari al 2,35% medio) essendo le emissioni degli anni precedenti avvenute ad un costo ben superiore.

Riapre col “botto”, dopo la settimana di festività dovuta al Capodanno cinese, la borsa di Shanghai, che si appresta a chiudere la giornata in rialzo di oltre 2  punti percentuali.

Deboli Tokyo (- 0,70%) e Hong Kong, in ribasso del 0,26%.

Futures ovunque in moderato rialzo.

Dopo il forte rialzo di venerdì, con le quotazioni WTI del che hanno superato i $ 90, portandosi sempre più verso i $ 100, prende fiato il petrolio, in calo dello 0,50% a $ 91.48.

Sempre debole il gas naturale, a $ 4,458, – 2,6%.

Oro a $ 1.810.

Spread a 150,80, con il BTP che “punta” sempre l’1,65% di rendimento.

Treasury a 1,90%, ai massimi da circa 2 anni a questa parte.

Continua il recupero dell’, che sale a 1,1432 verso $. Il mercato, in sostanza, comincia a considerare probabile che la BCE possa dare inizio al rialzo dei tassi già nel corso dell’anno (4° trimestre), un’ipotesi considerata, sino a dicembre, non realizzabile.

Nel week end forte recupero del Bitcoin, che supera di slancio i $ 40.000; rialzo che continua anche questa mattina, con le quotazioni che arrivano a sfiorare i $ 43.000 (42.748, + 2,57%).

Ps: giornata di anniversari. Ieri ha celebrato 70 anni di regno la Regina Elisabetta, salita al trono il 6 febbraio 1952. Esattamente 1 giorno prima la nascita di Vasco Rossi, che oggi compie 70 anni. Si direbbe che la musica forse più dello sport aiuta a rimanere giovani: Gianni Morandi ne ha 77 (a quanto abbiamo visto al Festival molto ben portati…), Mick Jagger 78, Paul Mc Kartney 79, Tony Bennet (che ha pubblicato l’anno scorso un disco con Lady Gaga) addirittura 95. Insomma, direi che Blanco ha fatto bene ad abbandonare il calcio (era un ottimo giocatore: 2 anni fa, a 17 anni, stava per esordire in serie C) per dedicarsi alla musica (visti i risultati che sta ottenendo anche in questo ambito).

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ultimo aggiornamento: 07-02-2022


Una presenza indesiderata

Spifferi (non solo di vento)