La sfida del nostro secolo è rappresentata dalla transizione digitale ed ecologica, un processo indispensabile per promuovere un nuovo modello socioeconomico basato sullo sviluppo sostenibile.

Recentemente, anche la Commissione Europea ha integrato la doppia transizione nella Relazione di Previsione Strategia 2022, per sostenere il l’interconnessione tra green e digitale all’interno del nuovo contesto geopolitico.

L’obiettivo è anticipare le tendenze e i potenziali problemi e rischi di questi processi, per pianificare strategie e politiche in grado di guidare il cambiamento verso un’Europa verde, digitale ed equa.

L’analisi e lo studio dei mega trend è un’attività particolarmente complessa, realizzata da aziende specializzate come Redelfi, grazie alle quali è possibile capire come fare innovazione nell’ambito della tecnologia e della sostenibilità.

D’altronde, la doppia transizione comporta una serie di trasformazioni profonde a livello sociale ed economico, cambiamenti che hanno effetti considerevoli sui cittadini, le aziende e le amministrazioni pubbliche.

Inoltre, la diffusione delle soluzioni verdi e digitali deve essere accompagnata da una transizione giusta e condivisa, tramite la piena consapevolezza e partecipazione sociale e aziendale mediante un approccio integrato e collaborativo.

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Le principali sfide legate alla transizione green e digitale

Il passaggio dall’attuale sistema socioeconomico a un modello caratterizzato da tecnologia e sostenibilità non è semplice né privo di ostacoli, in quanto comporta una serie di sfide che l’Italia e l’Europa dovranno necessariamente affrontare ed essere in grado di superare.

La relazione della Commissione UE offre molte indicazioni utili in tal senso, identificando la necessità di mettere la sostenibilità al centro della transizione digitale e la digitalizzazione al centro della transizione ecologica.

Una sfida è ad esempio costituita dall’uso del litio previsto nei prossimi anni, con l’UE che stima una crescita esponenziale della domanda entro il 2050. In questo caso, si stanno studiando soluzioni alternative per ridurre la dipendenza dalle importazioni dall’estero, ad esempio ricavando il litio dal riciclaggio di metalli e minerali attraverso nuovi processi innovativi ad alta efficienza.

Un altro problema da affrontare è l’insicurezza legata alle materie prime, criticità che potrebbe essere superata adottando un modello di economia circolare che riduca in maniera sostanziale le importazioni di nuove materie prime dall’estero.

Lo stesso vale per il previsto aumento dei consumi di energia elettrica da parte del settore ICT, già oggi responsabile del 2% delle emissioni di gas serra e del 9% del consumo di elettricità, numeri che entro il 2025 potrebbero triplicare e richiedono un intervento concreto.

Bisogna anche risolvere la questione delle emissioni di gas serra nei settori dell’energia, dei trasporti, dell’edilizia, dell’agricoltura e dell’industria, in particolare affrontando l’impronta ecologica di questi comparti per abbinare strategie mirate di transizione digitale e verde.

Questo processo richiede inevitabilmente grandi investimenti, stimati dalla Commissione Europea in 650 miliardi di euro per la doppia transizione entro il 2030, risorse necessarie per implementare soluzioni efficaci e accelerare il cambiamento.

Le soluzioni per la doppia transizione digitale ed ecologica

Il successo dell’abbinamento tra la transizione digitale e quella green dipende dalle soluzioni adottate e dai settori d’intervento scelti, con l’obiettivo di velocizzare questo processo, sfruttarne appieno tutte le opportunità e minimizzarne i rischi diretti e indiretti.

La relazione della Commissione UE ha individuato 10 settori d’intervento, sui quali concentrare la doppia transizione digitale e green da qui al 2050 e direzionare sforzi e risorse.

Si tratta del rafforzamento dell’autonomia strategica, dell’intensificazione della diplomazia verde e digitale e di una gestione strategica dell’approvvigionamento delle materie prime. Bisogna anche aumentare la coesione sociale ed economica, adattare i sistemi educativi e formativi alla nuova realtà tecnologica e sostenibile, fare investimenti mirati e monitorare il benessere della collettività attraverso indicatori diversi dal PIL, oltre a promuovere un quadro normativo adeguato al nuovo contesto tecnologico e green.

Tra gli interventi concreti che possono essere realizzati per la transizione green e digitale c’è la digitalizzazione dell’energia, ad esempio migliorando la previsione della domanda e della produzione mediante dati satellitari e tecnologie blockchain.

Per rendere i trasporti più verdi, invece, l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione possono favorire modelli di mobilità più efficienti e intermodali, senza dimenticare la necessità di sviluppare l’Internet of Things e batterie al litio di nuova generazione indispensabili per la mobilità sostenibile.

Allo stesso modo, è possibile ridurre le emissioni legate al settore industriale utilizzando sensori intelligenti e contatori smart, investire nell’efficienza energetica e adoperare nuovi materiali per la produzione di prodotti con un ciclo di vita più lungo, facilmente riparabili e riciclabili.

È anche possibile costruire edifici più green con la digitalizzazione, ad esempio sfruttando software e piattaforme dedicati, in grado di valutare e migliorare il livello di sostenibilità di un progetto, nonché adottando apparecchiature intelligenti con cui favorire una gestione più green degli edifici residenziali, aziendali e pubblici.

Per un’agricoltura più verde e intelligente l’UE prevede l’adozione di sensori smart e immagini satellitari da cui ricavare dati con cui programmare al meglio l’impiego delle risorse idriche, così da evitare gli sprechi, per esempio individuando solo le aree dei terreni che effettivamente necessitano di irrigazione.

Tramite l’innovazione e investimenti mirati è possibile realizzare la transizione verde e digitale in modo efficace, sfruttando le numerose opportunità disponibili per creare una società più sostenibile, tecnologica ed equa superando le complesse sfide di questo processo di lungo termine.

Riproduzione riservata © 2022 - EFO

ultimo aggiornamento: 08-10-2022


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