Facebook ha preso una decisione che ha fatto arrabbiare decine di società unite nella campagna Stop hate for profit, è un hashtag usato da chi ha deciso di biocottare il famoso social network.

La decisione del fondatore è quella di etichettare i contenuti di odio e che violano le regole ma di non cancellarli. Sono diverse le società che hanno deciso di contrastare questa decisione all’interno di una lotta contro l’odio e il razzismo sul Web. Oggi, sabato 27 giugno, è Coca Cola a togliere al colosso parte delle sue pubblicità almeno per un mese, ieri era Unilever che con Facebook sponsorizza ben 400 marchi alimentari.

Le conseguenze finanziarie su Wall Street: -8,3%

Le conseguenze non si sono fatte attendere, questa mattina il fondatore di Facebook si è svegliato con meno 7,2 miliardi di dollari per ricchezza personale, sulla Borsa ha inciso con un -8,3%. Le ripercussioni si sono sentite anche su altre piattaforme, ad esempio Twitter ha ceduto con il 7,4% su Wall Street (guadagnaresoldionlineoggi.info). Parte della campagna #stophateforprofit si è infatti spostata sull’altra piattaforma, inoltre ci sono delle dinamiche che portano ad una diminuzione di entrate anche a Twitter e Instagram soprattutto negli Stati Uniti. Unilever, ad esempio, ha scelto di togliere la pubblicità a tutte e tre le piattaforme e seguiranno il suo esempio anche altri marchi.

I tweet delle società che hanno aderito

Si avvinano i mesi caldi della campagna elettorale di Trump e si sentono le ripercussioni pesanti dei fatti di New York per l’uccisione di Floyd. Verizon, Patagonia e North Face sono impegnate nel chiedere agli Stati Uniti d’America un controllo e una legislazione più dura contro gli attacchi di odio, razzismo attraverso i social. Ecco i Tweet pubblicati dalle due società.

“The North Face sta interrompendo tutte le attività e la pubblicità pagata dagli Stati Uniti a Facebook fino a quando non verranno messe in atto politiche più severe per impedire a contenuti razzisti, violenti o carichi di odio e disinformazione di circolare sulla piattaforma”

The Patagonia è orgogliosa di aderire alla campagna Stop Hate For Profit. Ritireremo su tutti gli annunci su Facebook e Instagram, con effetto immediato, almeno fino alla fine di luglio, in attesa di un’azione significativa del colosso dei social media.

Facebook
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/twitter-facebook-insieme-292994/

La risposta di Zuckerberg

Con la campagna di Trump per le nuove presidenziali si corre il rischio di vivere un nuovo clima di tensione già vissuto che si riverserà sui social network. Per contrastare i contenuti politici di odio il fondatore ha deciso di cambiare la policy. Non si cancella ma si segnalano i post che violano le regole dei social. Il motivo è che pur essendo negativi sono rilevanti per il pubblico dibattito e la stampa, vengono quindi considerati contenuti news-worthy. Pur essendo etichettati come contenuto di odio possono essere letti, commentatie condivisi. Anche Twitter ha preso questo decisione, la prima battaglia dell’uccellino azzurro è stata contro Trump, il social network è entrato in contrasto con il Presidente degli Stati Uniti per aver segnalato i suoi post come negativi.

Facebook in realtà ha oscurato un post di Trump per di istigazione all’odio. La sua scelta di non cancellare non è piaciuta alle organizzazione a difesa dei diritti civili. La campagna Stop Hate For Profit è stata lanciata dalla NAACP, Anti-Defamation League, Color of Change e Free Press.

Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/twitter-facebook-insieme-292994/


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