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(Adnkronos) – Replica di John Elkann alla madre Margherita Agnelli dopo l'apertura del fascicolo d'inchiesta da parte della Procura di Torino su questioni legate all'eredità di Marella Caracciolo, moglie di Gianni Agnelli, deceduta il 23 febbraio 2019. In una nota gli avvocati Paolo Siniscalchi, Federico Cecconi e Carlo Re, componenti il team legale che difende il presidente di Exor, definendo "infondate le accuse di illeciti fiscali", sottolineano come “da più di 20 anni c’è una mamma che perseguita in tutte le sedi giudiziarie, facendo anche ampia pubblicità sulla stampa, i suoi genitori e tre dei suoi figli, che non hanno altra responsabilità salvo quella di essere stati di essere stati gli unici ad aver assicurato alla nonna cura, assistenza e dedizione fino all’ultimo giorno. E’ quindi ovvio il dispiacere e il dolore personale per essere bersagli di accuse che hanno una simile provenienza”.   L'indagine è nata in seguito all'esposto presentato da Margherita Agnelli. L’ipotesi su cui lavorano i magistrati è capire se vi sia stata una violazione in materia di dichiarazione dei redditi per gli anni 2018 e 2019 in riferimento al pagamento del vitalizio versato da Margherita Agnelli – figlia di Gianni – alla madre Marella Caracciolo a seguito di un accordo siglato nel 2004 in Svizzera con il quale la prima rinunciò alle partecipazioni nelle società di famiglia in cambio di un corrispettivo in beni. Successivamente Margherita non riconobbe la validità di quell’intesa ingaggiando svariate iniziative legali.  “La nuova vicenda giudiziaria ha essenzialmente la peculiarità che Margherita Agnelli non riveste la qualità di persona offesa dal reato essendo totalmente estranea all’interesse leso dalla contestazione per la quale si stanno svolgendo accertamenti”. “Si tratta, infatti – spiegano i legali – di una violazione fiscale, a nostro avviso del tutto insussistente per numerose ragioni di fatto e tecniche sulle quali non si entra perché le difese saranno svolte nelle sedi proprie”.  Ricordando, poi che “in passato, sempre nell’ambito delle azioni intraprese dopo la morte dell’Avvocato Agnelli, anche Margherita Agnelli era stata indagata, in concorso con il suo allora avvocato svizzero, per un tentativo di estorsione denunciato dall’avvocato Gamna, il quale aveva lamentato di aver subito forti pressioni per indurlo a rendere dichiarazioni a lei favorevoli nell’ambito della causa successoria, minacciando altrimenti una denuncia per evasione fiscale. Tale procedimento si è poi concluso con l’archiviazione”, i legali osservano “l’assunzione della qualità di indagato ha dunque ben scarso significato ed anche dal punto di vista tecnico non costituisce neppure un carico pendente”.   Sottolineando che “fino a questo momento tutte le iniziative di Margherita Agnelli non hanno avuto riconoscimento in alcuna sede giurisdizionale, sia essa penale o civile”, i legali di John Elkann ricordano che “l’inchiesta in corso nasce da un esposto di Margherita Agnelli. L’esposto, di cui non si conosce ancora l’esatto contenuto, è l'ultimo di una lunga serie di iniziative giudiziarie che Margherita Agnelli ha esercitato da ormai venti anni in Italia e all’estero” . “Tutte queste iniziative – continuano gli avvocati – hanno lo scopo di disconoscere sia le chiare volontà dell’avvocato Giovanni Agnelli prima e di Donna Marella Caracciolo dopo sia, addirittura, gli stessi accordi sottoscritti dalla medesima Margherita Agnelli con la madre Marella nel 2004, accordi che le hanno permesso di beneficiare di un ingente patrimonio a valere sull’eredità del padre”.  “E’ utile sottolineare che Margherita Agnelli, ritenendo evidentemente critica e incerta la sorte delle attività imprenditoriali di suo figlio e della sua famiglia d’origine, ha deciso nel 2004 di monetizzare la sua parte, salvo poi cercare paradossalmente di beneficiare di un accrescimento patrimoniale ulteriore derivante dal successo del piano di rilancio della Fiat, al quale non ha contribuito in alcun modo, ma di cui, come madre, dovrebbe gioire ed essere orgogliosa essendone stato il figlio l’artefice principale”. “Il metodo e gli obiettivi di Margherita Agnelli sono quindi sempre gli stessi: contesta tutto, arriva perfino a rinnegare gli accordi sottoscritti pur di non riconoscere le volontà dei suoi genitori, che anzi sono stati i primi ad essere accusati di condotte penalmente, civilmente e moralmente illecite”, osserva ancora il team legale.  Ben più importante è la certezza di essersi comportati correttamente ed avere la consapevolezza di non aver mai alterato i fatti in riferimento alla residenza di Donna Marella. E’ noto a tutti che Donna Marella risiedeva abitualmente all’estero sin dagli anni settanta ed ha mantenuto le sue abitudini di vita inalterate anche dopo essere rimasta vedova”. “Ed è noto – proseguono – anche a Margherita Agnelli e a i suoi legali che per anni, in tutti gli atti giudiziari, anche dopo la scomparsa di Donna Marella, hanno sempre indicato e confermato che Donna Marella era domiciliata in Svizzera”.  Evidenziando, poi, che “la difesa dell’Ingegner Elkann sta svolgendo ogni opportuno approfondimento per dimostrare la calunniosità delle accuse rivolte da Margherita Agnelli a suo figlio”, i legali concludono “in tale quadro certamente farraginoso da un lato, se non altro per il numero dei contenziosi messi in piedi da Margherita Agnelli e l’intreccio creatosi tra aspetti penali (secondo la difesa del tutto inconsistenti) e civilistici (anch’essi del tutto infondati), ma pure banale e autoesplicativo nella sua pervicace reiterazione ed evidente strumentalità dall’altro, si ripone la massima fiducia nel lavoro degli inquirenti che non potrà che confermare la verità dei fatti”.   In una nota il legale di Margherita Agnelli, Dario Trevisan, replica alle affermazioni dei legali di John Elkann, spiegando di essere "confidenti che gli accertamenti in corso facciano luce sui fatti per come si sono effettivamente svolti, non avendo Margherita Agnelli nulla da nascondere. Le sue volontà sono quelle di assicurare un equo trattamento a tutti i propri figli, secondo le norme di legge". "Che la tutela di tutti i propri figli possa trovare componimento solo nelle aule giudiziarie, non dipende dalla volontà di Margherita Agnelli -afferma Trevisan-. È un fatto incontrovertibile che, proprio nel giorno della morte di Marella Caracciolo, John Elkann, con i suoi due fratelli, abbia promosso un'azione giudiziaria in Svizzera contro la propria madre, prima ancora che fosse sollevata qualsiasi contestazione sull'eredità della nonna, non essendo, a quella data, neppure stato pubblicato alcun testamento". A quella data, peraltro, "l’unica altra azione giudiziale pendente, era quella relativa ad un contenzioso svizzero, iniziato nel 2016 da Marella Caracciolo, subito dopo sostituita da John Elkann, contro Margherita Agnelli che, conseguentemente, faceva valere le proprie difese". E inoltre, conclude il legale, "non risulta in nessun testamento di Gianni Agnelli che Margherita Agnelli e i suoi discendenti dovessero essere estromessi da quella parte di asse ereditario a lei mai rendicontato, né risulta che Marella Caracciolo si sia mai effettivamente espressa in tal senso".   —[email protected] (Web Info)

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ultimo aggiornamento: 14-02-2024


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