
La crescente preoccupazione per l’impatto dei dazi sulle esportazioni delle piccole e medie imprese romane sta suscitando un interesse notevole. Secondo recenti dati, oltre il 50% delle aziende intervistate ha dichiarato che le vendite all’estero rappresentano almeno il 20% del loro fatturato. Questo trend è particolarmente evidente in vista del Giubileo, che ha spinto molte imprese a intensificare la loro produzione per i mercati internazionali.
Le esportazioni verso gli Stati Uniti, sebbene abbiano registrato un calo, continuano a costituire una parte significativa, pari al 25% del totale. Tuttavia, le aziende romane sembrano orientarsi maggiormente verso il mercato europeo, con il 57% dei prodotti destinati a questo continente. Anche l’Asia si sta affermando come un mercato emergente, sebbene attualmente rappresenti solo il 14% delle esportazioni.
Analisi della rete organizzativa delle aziende
Un’indagine condotta dall’istituto Swg in collaborazione con la Cna di Roma ha rivelato che l’84% delle piccole e medie imprese intervistate è attiva all’estero da almeno tre anni. Tra queste, il 57% gestisce le operazioni direttamente dalla sede di Roma, senza avvalersi di piattaforme internazionali. Giordano Rapaccioni, segretario della Cna, ha sottolineato che le aziende romane devono ancora sviluppare una rete organizzativa robusta, fondamentale per sfruttare appieno le opportunità offerte dai mercati esteri. Con il Giubileo che trasforma Roma in una vetrina internazionale, è essenziale investire nella formazione delle competenze e nella ricerca di risorse finanziarie per sostenere i processi di internazionalizzazione.
Il caso della Rizzo Aequae e altre aziende di successo
Tra i successi delle piccole e medie imprese romane spicca la Rizzo Aequae, guidata da Anna Rizzo, specializzata in soluzioni idrauliche come rubinetti galleggianti e apparecchi da scarico. L’azienda ha raggiunto persino la Nuova Caledonia, dimostrando una spiccata propensione all’export sin dal 1986. Rizzo ha affermato che inizialmente si è concentrata su mercati come la Francia e la Grecia, ma con il tempo sono state le imprese internazionali a cercarla, portando ora a chiudere accordi con Paesi del Sud America.
Un altro esempio significativo è rappresentato da Infissi Peduzzi, un’azienda di Castelli Romani specializzata in infissi in legno e alluminio, guidata da Luciano Peduzzi. Grazie a una missione in Albania, l’azienda ha iniziato a considerare l’export come un elemento cruciale del proprio business, al punto da aprire una sede a Nizza. Infine, Adriano Maurelli, fondatore di Habi, si è concentrato sul mercato statunitense, con l’85% dei contratti attualmente stipulati con clienti esteri, evidenziando l’importanza delle partnership internazionali nel settore dei viaggi.
Il panorama delle esportazioni delle piccole e medie imprese romane nel 2025 si presenta quindi ricco di opportunità, nonostante le sfide legate ai dazi e alla mancanza di una rete organizzativa consolidata.