Ora che sono finite le vacanze di Natale il Governo ha deciso di emanare un nuovo DPCM per regolare zone e spostamenti. Scopriamo quali sono le novità per spostamenti e scuola.

Visto l’imminente arrivo del vaccino il Governo ha approvato il DPCM di gennaio con disposizioni valide per la settimana dal 7 al 15 gennaio. L’Italia sarà quindi zona gialla 7 e 8 febbraio e arancione nel week-end del 10. Tuttavia solo a settimana conclusa si potrà dire di che colore saranno le regioni. In ogni caso restano valide le vecchie disposizioni relative al coprifuoco e agli spostamenti tra regioni. Ma vediamo in dettaglio cosa cambierà e quali sono i nuovi canoni di applicazione delle zone.

DPCM di gennaio: le nuove regole

Per riuscire a contenere in modo ancora più stringente un ennesimo aumento dei contagi il Governo ha deciso di emanare il DPCM di gennaio. Questa misura si rende necessaria soprattutto per il concludersi delle restrizioni delle festività natalizie. Perciò, per mantenere la guardia alta, gli esperti hanno consigliato di introdurre delle misure specifiche per la settimana dal 7 al 15 gennaio. Per cominciare il 7 e l’8 del mese tutte le regioni saranno in zona gialla per cui sono permessi gli spostamenti, anche quelli non necessari.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

A differenza delle misure precedenti però, il DPCM di gennaio prevede che per tutta la settimana non sarà permesso uscire dalla regione. Rimane però sempre in vigore il coprifuoco, dalle 22 alle 5, mentre bar e ristoranti, e altri esercenti non essenziali, potranno rimanere aperti fino alle ore 18. Dopo quest’ora potranno essere effettuate esclusivamente consegne e asporto. Inoltre rimarranno aperte anche le attività legate al settore dell’automobile e perciò concessionarie, officine, meccanici e gommisti.

DPCM di gennaio: zone arancioni e rosse

Il DPCM di gennaio indica poi le misure per il 9 e il 10 gennaio, secondo cui tutte le Regioni saranno di colore arancione. Sarà quindi impossibile recarsi fuori dal proprio Comune, eccezion fatta per i Comuni con meno di 5.000 abitanti. In questo caso infatti sono permessi spostamenti in un raggio di 30 chilometri. Ristoranti e altre attività potranno effettuare solo l’asporto e ovviamente rimane il coprifuoco.

Si arriva poi all’11 gennaio, giorno in cui riprenderà il sistema di divisione delle Regioni in zone. In particolare gli esperti affermano che potrebbero esserci cambiamenti rispetto al 24 dicembre, anche a seguito della revisione dei criteri di divisione. Infatti se l’indice di trasmissibilità, il famoso Rt, sarà pari a 1, la Regione finirà in zona arancione, mentre se l’indice arriverà a 1,25, diventerà zona rossa.

Tutte queste regole saranno valide almeno fino al 15 gennaio, giorno in cui sarà emanato un nuovo DPCM con norme e regole per le settimane successive. Tra le possibili novità c’è la creazione di una zona bianca per i territori con i resoconti sanitari migliori. In queste zone potranno riaprire anche più attività, come cinema, teatri, palestre e musei.

DPCM di gennaio: la scuola

E per quello che riguarda le scuole? Ovviamente nel DPCM di gennaio sono comprese anche misure relative alla didattica, sulla quale si è molto discusso. Infatti se da una parte non si può rinunciare ai presidi scolastici, è anche vero che non si può garantire la sicurezza dei mezzi pubblici. In ogni caso però alla luce del numero dei nuovi contagi, elementari e medie potranno riaprire già del 7 gennaio.

Per quanto riguarda le superiori invece saranno adottati metodi flessibili, in particolare per l’organizzazione dell’attività didattica. In questo modo si vuole garantire al 50% degli studenti la didattica in presenza, mentre la restante attività verrà svolta tramite DAD. Tuttavia, anche se secondo il DPCM di gennaio le superiori ripartiranno l’11, ogni regione potrà decidere se anticipare o rinviare l’apertura.

DPCM di gennaio: le sanzioni

Anche nel DPCM di gennaio sono previste delle sanzioni in caso di violazione delle norme. In particolare ci saranno delle sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 400 a un massimo di 1.000 euro. Queste multe possono però aumentare di un terzo se si violano le norme utilizzando un veicolo. Allo stesso modo anche i negozi e gli esercenti sono punibili, con multe o con la chiusura dei locali, se non rispettano le norme.

In ogni caso le autorità fanno sapere che, per evitare la reiterazione o la prosecuzione della violazione, i locali saranno chiusi provvisoriamente per 5 giorni. Solo in caso di reiterazione sarà applicata una sanzione amministrativa doppia. Infine per chi viene colto a violare la quarantena è previsto l’arresto da 3 a 18 mesi e una multa da 500 e 5.000 euro.

I nuovi scenari di rischio

Possiamo infine dire che è cambiata anche la modalità di individuazione degli scenari di rischio, motivo per cui muterà anche l’applicazione delle zone. Nello specifico il Ministro della Salute Speranza ha emanato una sua ordinanza. Con questo documento applicherà le misure, imponendo la zona arancione alle regioni con livello di rischio moderato. Per le zone rosse si è varato un nuovo livello di scenario. Sarà però valido per territori sui quali si manifesti un’incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi, ogni 100mila abitanti.


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