Nel Decreto Sostegno varato dal Governo sono presenti molte novità anche in tema di sostegno alle partite Iva. Scopriamo quali sono e come è cambiata la normativa.

Con l’arrivo del Decreto Sostegno ci sono grosse novità anche per le Partite Iva. Infatti il nuovo gruppo di misure dovrebbe introdurre il tanto sperato superamento dei codici ATECO. Ma non finisce qui perché è al vaglio anche la nuova autocertificazione per i cali di fatturato, fondamentale per poter richiedere i sussidi. Vediamo quindi di capire come evolverà la normativa e quali modifiche porterà il Decreto Sostegno.

Decreto Sostegno e Partite Iva: i sussidi previsti

Il Decreto Sostegno è ormai definito e comprende, oltre alla Pace Fiscale, anche diverse novità per le Partite Iva. In generale sono stati previsti sussidi per circa 3 milioni di professionisti. Infatti il provvedimento andrà a modificare le norme del calcolo e dell’erogazione dei sussidi, ma allo stesso tempo aumenterà i beneficiari.

Decreto sostegno partite iva
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/contabilit%C3%A0-tasse-insediamento-615384/

Questa vera e propria rivoluzione è possibile grazie al superamento dei codici ATECO e all’introduzione dell’autocertificazione relativa al calo di fatturato. Sarebbe quindi possibile evitare le nuove procedure e richiedere i sussidi. Tuttavia è importante ricordare che la riduzione del fatturato non sarà calcolata dal 2019, ma su base annuale.

Autocertificazione e codici ATECO

Come abbiamo anticipato superamento dei codici ATECO e autocertificazione sono le novità fondamentali del Decreto Sostegno. Ma questo effettivamente cosa significa? Nello specifico possiamo dire che saranno introdotti contributi a fondo perduto, ma allo stesso tempo:

  • verrebbero inclusi anche i professionisti iscritti agli Ordini
  • il calcolo della perdita di fatturato sarà su base annuale
  • eliminato il criterio di distribuzione in base ai codici ATECO

In ogni caso però la misura di sussidio si attiverà con un calo del fatturato superiore al 33%, calcolato come abbiamo visto su tutto il 2020. Inoltre scegliere di non utilizzare i codici permetterà di aumentare il bacino degli aiuti, ma al tempo stesso renderà le procedure più macchinose.

Proprio qui entrerebbe in gioco il modello di autocertificazione relativo al calo di fatturato e che va consegnato direttamente all’Agenzia delle Entrate. Queste nuove modalità dovrebbero anche contribuire a snellire le procedure di richiesta, alleggerendo la pressione sull’Agenzia. Tuttavia anche se questi cambiamenti fanno ben sperare è fondamentale aspettare, dopotutto i tempi di erogazione sono ancora un’incognita.

Decreto Sostegno e partite Iva: beneficiari e modalità

Le nuove modalità introdotte con il Decreto Sostegno sono un’ottima notizia per le partite Iva, che vedranno finalmente superata la distinzioni in base al codice ATECO. Ciò significa che tutti quei settori normalmente esclusi, come ristorazione o turismo, verrebbero invece compresi da questi sussidi. Va detto però che non si conoscono ancora con precisione i parametri su cui si baserà il calcolo. Volendo fare riferimento ai Decreti Ristori potremmo dire che il contributo era così calcolato:

  • 10% per ricavi compresi tra 400 mila e 5 milioni di euro
  • 15% per compensi compresi tra 100 mila e 400 mila euro
  • 20% per ricavi non superiori a 100 mila euro

In ogni caso non avremo la certezza delle modalità relative all’erogazione di questi sussidi finché il testo ufficiale del Decreto Sostegno non sarà pubblicato.

Fonte foto di copertina: https://pixabay.com/it/photos/contabilit%C3%A0-tasse-insediamento-615384/


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