La maggioranza delle comunicazioni quotidiane non ha bisogno di alcun tipo di dimostrazione giuridica: si pensi, in tal senso, alle classiche lettere in busta, alle cartoline, ma anche alle più recenti email.

In tutti questi casi, gli scambi indicano una data che però, a ben vedere, potrebbe non essere veritiera. In certe circostanze però è fondamentale poter dimostrare che una comunicazione sia stata emessa in una data unica e non modificabile.

Questa esigenza risponde al nome di data certa: una dimostrazione giuridica che attesta la data di creazione di un determinato documento, un sistema di validazione temporale elettronica che attribuisce una data sicura anche a documenti sprovvisti di registrazione e che è totalmente conforme al Regolamento dell’Unione Europea. Si tratta di uno strumento che si rivela di cruciale importanza, soprattutto nel caso in cui si parli di specifici formati di comunicazione come, ad esempio, documenti formali, scritture private o disdette per un servizio. Allo stesso modo, questo genere di certificazione viene spesso utilizzato in determinati ambiti, come per esempio quello legislativo. In ogni caso è bene informarsi adeguatamente per capire le funzionalità di questo strumento. A tal proposito è possibile leggere l’approfondimento sul tema della data certa nella prova testimoniale messo a disposizione da Letterasenzabusta.com, ufficio postale online che offre numerosi servizi all’utente. 

busta lettera

Che cosa è la data certa

Innanzitutto, è bene fornire qualche ulteriore indicazione utile a capire cosa si intenda quando si parla di “data certa”. Come già anticipato in precedenza, la data certa corrisponde a una prova giuridica, atta a testimoniare l’effettiva data di creazione di uno specifico documento. La data certa può dunque servire a posizionare tante diverse tipologie di documento all’interno di altrettanti spazi temporali.

Questo strumento si rivela fondamentale nell’ambito di tante diverse operazioni, che non hanno necessariamente a che fare col mondo dei processi. In tal senso, si consideri che il legislatore ha stabilito le modalità di ricorso alla data certa anche nell’ambito delle disdette per un servizio. Da questo punto di vista, l’art. 2704 del codice civile riporta che “la data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata” In alternativa, le date in questione sono computabili a partire dal giorno in cui uno di coloro che l’ha sottoscritta sia venuto a mancare. 

Come richiedere e ottenere la data certa

Un cittadino interessato a ottenere una data certa nella prova testimoniale può innanzitutto rivolgersi all’Agenzia delle Entrate, ma in questo caso sarà importante considerare il costo aggiuntivo per le spese di registrazione. In alternativa potrà rivolgersi a un notaio, che si occuperà di redigere sul documento in questione la dichiarazione di autenticità delle firme, firmandolo, timbrandolo e inserendo ovviamente una data.

In entrambi i casi, il cittadino è chiamato a presentarsi fisicamente all’interno dello studio notarile o all’interno della sede dell’Agenzia delle Entrate scelta. Un presupposto che purtroppo finisce col diventare un vero e proprio disagio, specie per tutti coloro che abbiano difficoltà e/o limitazioni di movimento. Per fortuna però, è possibile ricorrere alle tecnologie per ottenere la data certa senza dovere uscire di casa. Da questo punto di vista potrebbe essere sufficiente ricorrere alla PEC, ovvero alla posta elettronica certificata: una particolare tipologia di email che sostituisce digitalmente la raccomandata con ricevuta di ritorno e che stabilisce con certezza la data di invio e di ricezione di ogni singolo messaggio.

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ultimo aggiornamento: 28-03-2022


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