Tra le tante manovre previste dalla Legge di Bilancio c’è anche il Bonus Idrico per cambiare sanitari o rubinetti. Ecco cosa prevede e come funziona.

Tra le molte novità introdotte con la Legge di Bilancio possiamo trovare il Bonus Idrico, una sovvenzione fino a 1.000 euro per sostituire i propri sanitari. Sarà quindi possibile cambiare anche rubinetti, soffioni della doccia o intere colonnine. La manovra, approvata in commissione dalla Camera, istituisce un Fondo per il risparmio idrico che vale 20 milioni di euro. L’obiettivo è quello di creare un bonus per risparmiare sull’acqua utilizzabile entro la fine del 2021. Scopriamo quali interventi si possono eseguire col Bonus Idrico, tenendo presente che si potrà accedere al beneficio fino all’esaurimento delle risorse.

Come funziona il bonus idrico

Come le altre agevolazioni previste nella Legge di Bilancio, come il Bonus Mobili o il Superbonus, anche il Bonus Idrico consiste in un incentivo del valore massimo di 1.000 euro. Questa cifra potrà essere utilizzata per sostituire i vecchi sanitari, con nuovi dispositivi a scarico ridotto, ma anche per rimuovere rubinetti, soffioni della doccia e installare nuovi apparecchi a limitazione del flusso d’acqua.

Rubinetto smontato
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/idraulico-riparazione-rubinetto-2788329/

In ogni caso il Bonus Idrico permette d’intervenire su edifici esistenti, parti di essi o singole unità immobiliari. La grande caratteristica di questo incentivo è il fatto che non concorre a formare reddito imponibile, per cui non vale per l’ISEE.

Bonus Idrico: requisiti necessari

Come succede per tutte le altre tipologie di agevolazioni, anche quelle comprese nella Legge di Bilancio, per accedere al Bonus Idrico bisognerà rispettare dei requisiti. Infatti l’agevolazione non vale per qualsiasi spesa, ma varia in base alla tipologia di dispositivo che si vuole sostituire.

Per esempio, per quanto riguarda i sanitari, il bonus permette di accedere alla fornitura e alla posa dei wc, purché il volume massimo di scarico sia uguale o inferiore a 6 litri. In questo preciso caso poi sarà possibile far rientrare anche le opere murarie per smontare e rimuovere i vecchi sanitari.

Invece per quanto riguarda rubinetti e miscelatori di bagno e cucina, il Bonus prevede l’incentivo all’acquisto di dispositivi con portata massima di 6 litri al minuto. Questo fa capire quanto l’obiettivo della manovra sia contenere lo spreco di risorse idriche. Inoltre la portata d’acqua per docce e soffioni, se volete che rientrino nell’agevolazione, dovrà essere inferiore o uguale a 9 litri al minuto. Ovviamente anche in queste occasioni sono comprese nel Bonus Idrico anche le spese murarie di messa in opera.

Come richiedere la detrazione

Ora che abbiamo chiarito come funziona e cosa comprende il Bonus Idrico veniamo alla sua erogazione. Infatti prima di richiederlo è bene sapere che le modalità e i termini per ottenere il bonus sono ancora in fase di definizione. Perciò non si può affermare con certezza se l’agevolazione sarà una detrazione o uno sconto sull’acquisto. Tuttavia sembra che nella prima stesura del Bonus la modalità prevista fosse quella del credito d’imposta.

Fonte foto di copertina: https://pixabay.com/it/photos/idraulico-riparazione-rubinetto-2788329/


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