Con beta finanza si indica quel settore dell’economia che si occupa di calcolare il coefficiente beta di un determinato titolo. Vediamo cos’è e come funziona.

La beta finanza è una specifica branca economica che si pone come obiettivo il calcolo del coefficiente beta di un titolo. Questo coefficiente rappresenta la sensibilità alle variazioni di mercato del titolo stesso e viene utilizzato come misura di rischio sistematico, e cioè il rischio che non può essere eliminato.

In generale possiamo quindi dire che la beta finanza calcola questo rischio, che è dato dalla covarianza tra rendimenti del titolo e del mercato, il tutto diviso per la volatilità del mercato. Ma vediamo di capire meglio come funziona il coefficiente beta di un titolo.

Il coefficiente Beta

Il valore beta di un titolo, definito coefficiente dalla beta finanza, può avere tre diversi tipologie di valore. Sono tipologie abbastanza intuitive, ovvero, positivo, negativo o pari a zero.

Per essere più precisi potremmo dire che un beta positivo indica che il rendimenti di uno specifico titolo segue il generale andamento dei mercati. Se ci troviamo tra 0 e 1 significa che il titolo segue le variazioni, ma ha piccole oscillazioni di rialzo e ribasso.

Un coefficiente beta pari ad 1 descrive un titolo che replica perfettamente il rendimento del mercato, con tutte le sue fasi di rialzo e ribasso. Questo valore è tipico degli ETF, ovvero un particolare tipo di strumenti che replicano gli indici di mercato.

Se invece il coefficiente beta è negativo, allora il titolo ha una relazione inversa rispetto ai rendimenti e quindi, quando il mercato ha rendimenti positivi il titolo ne ha negativi, e viceversa.

Infine abbiamo la situazione un in cui la beta finanza valuta un titolo con un punteggio superiore ad uno. Questa particolare tipologia di titoli amplifica i movimenti del mercato ed è tipico dei settori ciclici, un esempio tra tutti può essere il settore finanziario.

In alcune occasioni può capitare che un titolo crolli, anche del 5 o del 6%, e per misurare le variazioni subite dai titoli bisogna fare riferimento al coefficiente beta, che regola proprio questi cambiamenti.

Il rischio di mercato

In generale le variazioni portano gli investitori a richiedere rendimenti più elevati per determinati titoli. Questo maggiore rendimento viene definito dalla beta finanza premio per il rischio, che viene calcolato come differenza tra rendimento di mercato atteso e tasso senza rischi. Normalmente è sintetizzato da questa formula:

premio per il rischio di mercato = E[Rmkt] – rf

Perciò se consideriamo che un’opportunità di investimento ha un coefficiente beta pari a 2, potremmo dire che c’è un rischio di sistema doppio rispetto ad un normale portafoglio di mercato. In questo caso infatti il beta è pari ad 1.

monete e banconote
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/monete-banconote-soldi-valuta-1726618/

Quindi per stimare le opportunità a disposizione, e se queste valgano la pena, è necessario usare il coefficiente beta. Il costo del capitale per un investimento con beta β1 dovrebbe essere rappresentato dalla formula:

ri = rf + βi (E[Rmkt] – rf)

perciò si può dire che il rendimento atteso è prodotto da:

ri = E[i] = rf + βi x (E[Rmkt] – rf)

Il Beta levered e unlevered

Come abbiamo detto il Beta non è altro che il coefficiente angolare della retta di regressione tra i rendimenti del titolo e del mercato. Il beta che deriva dalla formula però è detto levered, perché esprime il rischio dell’impresa complessiva.

Per determinare la sola rischiosità operativa serve quindi il beta unlevered. Infatti il coefficiente beta di un titolo azionario include sia:

  • il rischio operativo (o specifico)
  • il rischio finanziario (o sistemico),

Di conseguenza per calcolare il beta unlevered la formula è:

βu = βl / [1+ (1+ τ) x (D/E)]

Dove τ è tassazione sul reddito della società, D il valore di mercato del debito della società ed E è il valore di mercato del capitale proprio.

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